Brasile, Pt conferma sostegno alla candidatura di Lula nonostante condanna

Il Partito dei Lavoratori brasiliano (Pt, Partido dos Trabalhadores) confermerà di voler portare avanti la candidatura alle prossime elezioni presidenziali dell'ex capo di stato Luiz Inacio Lula da Silva, nonostante la condanna in appello a 12 anni di carcere per corruzione. La direzione nazionale s'è riunita a San Paolo per confermare la scelta di Lula, dato grande favorito dai sondaggi ma che potrebbe essere dichiarato ineleggibile dalla Commissione elettorale. Lula (72 anni) ha tuttavia ancora alcune frecce giuridiche al suo arco: la prima è un ricorso speciale alla Corte suprema di Giustizia in cui si possono indicare degli atti del processo d'appello che si ritiene violino i diritti fondamentali dell'imputato. La seconda è un ricorso straordinario alla Corte suprema federale in cui si possono indicare degli atti che violino quanto previsto dalla Costituzione. Infine, è possibile un ricorso sempre alla Corte suprema di Giustizia - o, in caso di respingimento, alla Corte suprema federale - per una richiesta di habeas corpus che sospenderebbe di fatto l'applicazione della pena. Dato che la sentenza sarà definitiva solo dopo l'esame di eventuali ricorsi, Lula può quindi quanto meno guadagnare tempo e cercare di arrivare al voto ancora in libertà.

Anche in caso di conferma della condanna comunque Lula può in ogni caso registrare la propria candidatura e fare campagna elettorale fino a che la Commissione elettorale non decida definitivamente sulla sua ineleggibilità. I partiti politici d'altronde hanno tempo fino a 20 giorni prima delle elezioni - il 17 di settembre, quindi - per cambiare una candidatura in corsa; dopo tale data in caso d'ineleggibilità di Lula il Pt sarebbe di fatto escluso dalle elezioni.

Lula è forte nei sondaggi perché il popolo brasiliano non dimentica il boom economico e le conquiste sociali raggiunte dal più grande Paese sudamericano durante gli anni della sua presidenza (2003-2011). Non più ricandidabile per i due mandati consecutivi, il Pt decise di lanciare alla presidenza Dilma Rousseff (nella foto d'apertura, è a sinistra seguita dalla senatrice Gleisi Hoffmann, presidente del Pt, e Lula), rieletta pure lei ma poi destituita a causa di un impeachment  nel 2016. A differenza di Lula, la presidenza della Rousseff non è stata così felice e il Brasile è caduto in una recessione dalla quale non ancora riesce a uscire, anche a causa delle maxi inchieste Petrobras"Lava jato" (la "mani pulite" brasiliana), che coinvolgono gran parte dei politici (compreso l'attuale presidente Michel Temer, ex vice "traditore" della Rousseff, i due nella simbolica foto a destra) e molti imprenditori e manager brasiliani.

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