Venezuela, il grillino Di Maio accolto a Pescara dagli esuli del regime di Maduro

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Standing ovation per Luigi Di Maio alla convention grillina di Pescara conclusasi ieri all'Aurum, dove sono stati resi noti i candidati del Movimento 5 Stelle al parlamento. Ad accogliere il candidato premier pentastellato all'esterno, però, anche un gruppo di italo-venezuelani, che hanno protestato per la posizione del movimento sulla situazione politica in Venezuela, colpito da una crisi economica senza precedenti, con gente che muore di fame e malattie, a causa delle medicine e vaccini scomparsi e l'inflazione prossima al 3000% (sì, avete letto bene: tremila). Il gruppo di attivisti antichavisti, guidati da Maria Claudia Lopez della rete VenEuropa (intervistata nella foto d'apertura del quotidiano "Il Centro"), hanno parlato di "diritti umani... Il M5s ritratti la sua posizione sul regime di Nicolas Maduro - ha detto la Lopez - L'anno scorso Di Maio ha pubblicamente detto che l'Italia dovrebbe seguire il modello economico di Maduro". Invece in Venezuela "c'è un esodo drammatico" dovuto "alla fame e a un regime che non permetterebbe una manifestazione come questa che stiamo facendo: in Venezuela non sarebbe lì permesso, rischieremmo la pena di morte" nel senso che si viene uccisi per strada da polizia ed esercito, come è successo a centinaia di persone, anche vittime innocenti.

Gli italo-venezuelani si sono indignati soprattutto quando tre parlamentari grillini guidati da Manlio Di Stefano (nella foto sotto a destra, con Di Maio)con la scusa d'incontrare la comunità italiana a Caracas (che s'è rifiutata di vederli al previsto incontro al Centro italo-venezuelano), sono in realtà partiti per commemorare la scomparsa del defunto presidente Hugo Chavez (5 marzo 2013), di cui Maduro è erede designato dallo stesso fondatore del chavismo, morto a causa di un tumore. Al ritorno in Italia di Di Stefano e gli altri si scatenarono proteste politiche anche in tv

"Chiediamo a Di Maio che sia coerente con i valori che manifesta - ha aggiunto la Lopez, che è componente dell'Osservatorio dell'Emigrazione della Regione Abruzzo - anche col popolo venezuelano e i milioni di italiani che là vivono, stanno alla fame e muoiono anche perché non c'è sicurezza pubblica e ci sono esecuzioni" sommarie tutti i giorni. L'ultima è quella di Oscar Perez

 

 

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