Venezuela, vescovi contro Maduro: progetto totalitario, rivoluzione fallita

Dura denuncia dei vescovi venezuelani, che hanno concluso a Caracas la loro assemblea plenaria. I presuli hanno pubblicato una "Esortazione", puntando il dito contro le politiche governative che hanno fatto precipitare il Paese sudamericano in una crisi senza precedenti con aumento di povertà, disoccupazione, accattonaggio e corruzione, mancanza di beni di prima necessità e soprattutto mancanza di speranza.

"L`iniziativa privata - sottolineano - è stata scoraggiata e la gente è stata resa dipendente dall`assistenzialismo statale. Cresce il malcontento popolare con milioni di venezuelani che fuggono in cerca di nuovi orizzonti. La radice dei problemi sta nella realizzazione di un progetto politico totalitario. L'Assemblea costituente nazionale è incostituzionale e illegittima" e "invece di scrivere semplicemente una nuova Costituzione pretende di essere un potere supremo con funzioni esecutive e giudiziarie".
Il governo, affermano i vescovi a quanto riportato da "Vatican News", "criminalizza qualsiasi manifestazione contraria e incoraggia la moltiplicazione e la diffusione di tutti i tipi di voci e speculazioni, il cui effetto è quello di consolidare il controllo assoluto delle attività e provocare paura e autocensura". L`attuale governo ha usurpato il potere che appartiene al popolo e "non ci sarà una vera soluzione ai problemi del Paese finché il popolo non riprenderà pienamente l'esercizio del suo potere". Se il governo nega la possibilità alla società civile di tornare protagonista della vita politica attraverso una consultazione, "rimarrebbero solo due possibilità: la definitiva perdita di libertà, con tutte le sue conseguenze, o azioni di resistenza e ribellione contro il potere usurpatore. E` il popolo organizzato che ha l'ultima parola". I vescovi chiedono che sia garantita la trasparenza e l`imparzialità del Consiglio nazionale elettorale (Cne) e per le prossime elezioni la presenza di osservatori internazionali. 
La nota esorta con forza a non cadere nella rassegnazione paralizzante e a fare proprio il motto della seconda visita di papa Giovanni Paolo  II in Venezuela (1996): "Svegliati e reagisci, è il momento!". "Svegliarsi è reagire è avvisare che il potere del popolo supera qualsiasi altro potere".

"L'emergenza economica e sociale - prosegue la nota - rende indispensabile il fatto che il governo consenta un canale umanitario. La malnutrizione è stata scientificamente verificata, le morti per fame colpiscono profondamente, le proteste per la fame si diffondono in tutto il Paese, (primo produttore di petrolio delle Americhe, ndr). Diocesi, parrocchie, Caritas e altre istituzioni e organizzazioni non governative stanno facendo del loro meglio per aiutare con cibo e medicine i bisognosi. Il Venezuela ha bisogno di un cambio di rotta. Il governo ha fallito nel suo compito di assicurare il benessere del popolo: né i servizi pubblici né l'industria petrolifera né le forze di sicurezza né la sanità pubblica né altri organismi hanno saputo rispondere alle esigenze della gente. Le elezioni sono lo strumento democratico per realizzare questo cambio di direzione. Chiediamo la pubblicazione di un calendario elettorale".

I presuli citano quanto detto da Papa Francesco (nella foto d'apertura, con i vescovi venezuelani ricevuti in Colombia a settembre scorso) al Corpo diplomatico parlando del Venezuela: "La Santa Sede, mentre esorta a rispondere senza indugio alle necessità primarie della popolazione, auspica che si creino le condizioni affinché le elezioni previste per l`anno in corso siano in grado di avviare a soluzione i conflitti esistenti, e si possa guardare con ritrovata serenità al futuro".

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