Razzi in Venezuela invitato da Maduro: 'Parlargli per italiani che soffrono'

Fedele alla sua missione di messaggero di pace nel mondo, il senatore di Forza Italia Antonio Razzi si appresta a incontrare il terzo dittatore più impopolare della terra, il presidente del Venezuela Nicolas Maduro, schivato ormai anche dai leader della sinistra radicale internazionale (a parte il cubano Raul Castro o il boliviano Evo Morales). Dopo Kim Jong-Un della Corea del Nord, (dove il senatore abruzzese si reca spesso, nella foto qui sotto a destra i due si stringo la mano a Pyongyang) e Bassar Al Assad della Siria (nella foto d'apertura col senatore forzista), Razzi è stato invitato da Maduro in persona a Caracas per metà gennaio 2018. "Sì, avevo scritto a Maduro di volerlo incontrare per parlare della situazione in Venezuela che colpisce i nostri concittadini italiani - conferma Razzi - Prima, però voglio incontrare la comunità italiana e il nostro ambasciatore per sapere cosa dire a Maduro. Ho deciso di andare perché qua nessuno fa un caxxo per gli italiani e la gente che patisce la fame e nessuno ha il coraggio di andare a parlare con Maduro... qua ognuno si fa 'li caxxi sua'", ribadendo la celebre frase che l'ha reso famoso grazie alle parodie di Maurizio Crozza che ancora resistono dopo anni. "Non ho la bacchetta magica ma non è solo colpa di Maduro: anche gente dell'opposizione è scappata con i soldi pubblici in Spagna", paese che Razzi conosce bene per via di sua moglie spagnola (Maria Jesus Fernandez, emigrata come il marito in Svizzera) e di suo figlio Mirko che ci vive.

La notizia che Razzi andrà in missione per conto suo in Venezuela si è ovviamente già sparsa nella comunità italiana che è agitata e preoccupata. Incontrare Maduro per i nostri connazionali, in gran parte antichavisti (a parte qualche eccezione eccellente, proprio abruzzese come Razzi) significa legittimare il regime chavista con il quale non ci deve essere dialogo, pena il rischio di essere bollati come "chavisti" o, peggio, "comunisti" come è successo non solo ai mediatori internazionali ma persino a Papa Francesco. Sui social e Whatsapp le critiche a Razzi girano già da giorni: "Razzi va a Caracas il 15 e 16 gennaio. Vuole riunirsi prima con il Civ (Centro italo-venezuelano, ndr) per sapere della collettività italiana e la situazione del Paese... Razzi ha un fratello (Marcello, ndr) in Venezuela e dopo aver visitato la Corea del Nord e dire che là tutto sta 'depinga' (sta bene, sta a posto, ndr), è probabile che farà uno dei suoi show anche qua", scrive su un gruppo Whatsapp un italo-venezuelano che conosce Razzi.

Razzi è noto stimatore del presidente Usa Donald Trump, che però ha sanzionato i due regimi, coreano e venezuelano, cittadini compresiNon crediamo che Razzi risolva alcunché a Caracas - dove certamente promuoverà anche il suo ultimo libro (presentato poche sere fa persino su Rai1 nella trasmissione di Fabio Fazio, ospite insieme a Bruno Vespa (i tre nella foto-selfie qui a sinistra) - La situazione nel Paese sudamericano è insostenibile e incomprensibile agli occhi dei bene informati; figuriamoci a chi non vive giorno per giorno la situazione senza precedenti internazionali. Ma certamente a Razzi, per il suo coraggio, andrebbe premiato perlomeno con una nomination al Nobel per la Pace.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=