Accordo Ue-Ua-Onu: 20mila migranti da rimpatriare da Libia in 6 settimane

La task-force congiunta creata dall'Unione europea (Ue), dall'Unione africana (Ua) e dall'Onu al vertice tenuto la scorsa settimana ad Abidjan, in Costa D'Avorio, punta a "rimpatriare, entro le prossime sei settimane, 20mila migranti attualmente presenti nei centri di detenzione del governo che hanno espresso l'intenzione di lasciare la Libia". E' quanto si legge in un comunicato diffuso dall'Ua, riferendo del primo incontro tenuto lunedì scorso nella sede Ua di Addis Abeba dalla task force, sotto la presidenza della commissaria africana per gli Affari sociali, la sudanese Amira el-Fadil (nella foto sotto a destra con Fayez al-Sarraj, primo ministro del Governo di accordo nazionale libico). All'incontro erano presenti, oltre ai rappresentanti Ue, Ua e Onu, anche quelli dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) e dei dipartimenti interessati della Commissione Ua. 

Tra le "altre priorità" emerse dall'incontro figurano la necessità di "lavorare con gli Stati membri coinvolti dell'Ua, per garantire i servizi consolari ai propri concittadini bloccati in Libia, in modo da identificarli e garantire loro i documenti di viaggio, con le autorità libiche, per concedere i permessi di atterraggio a compagnie aeree diverse da quelle libiche, al fine di accelerare i rimpatri, e con i paesi limitrofi per fornire il permesso di sorvolo".

Il 5 dicembre il presidente della Commissione Ua ha quindi incontrato i rappresentanti permanenti dei 21 Stati membri che hanno connazionali bloccati in Libia o che confinano con la Libia. Durante l'incontro, si legge nella nota, "il presidente ha sottolineato il dovere collettivo del continente di agire in fretta per mitigare le sofferenze dei migranti africani" e ha "nuovamente sollecitato le autorità libiche a garantire la sicurezza dei migranti presenti nei centri di detenzione controllati dal governo, di facilitare l'accesso a tutti i centri di detenzione ai funzionari dei consolati dei paesi di origine dei migranti e ai funzionari dell'Ua e dell'Oim, e di rilasciare i permessi di volo e atterraggio a tutti i velivoli che trasportano i migranti".

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