Gender, Amato a Pescara: 'Devastante idea della variabilità del sesso'

"Una teoria molto pericolosa su cui ogni giorno ci sono novità": così ha definito il gender l’avvocato Gianfranco Amato, presidente dell’associazione “Giuristi per la Vita” e segretario nazionale del Popolo della Famiglia, che sabato scorso nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara è stato ospite in un incontro organizzato dall’associazione “Il Chicco di grano” in collaborazione con la onlus “Domenico Allegrino” e il dottor Domenico Levita. Nell’incontro, patrocinato dalla Provincia di Pescara, Amato ha chiarito che molti erroneamente confondono il gender con una teoria riguardante l’omosessualità o la parità tra uomo e donna o ancora con l’educazione sessuale. Ma il gender non è nessuna di queste tre cose: “L’ideologia gender – ha detto Amato – è un’idea devastante che afferma che si è maschio o femmina, uomo o donna, non in base alla struttura anatomica e biologica, ma in base a quello che si sente di essere al momento perché, secondo tale teoria, è una condizione che può variare nel tempo”. Il presidente dei "Giuristi per la Vita" ha ricordato una frase di Sant’Agostino, secondo cui ogni nostro discorso o teoria non può prescindere dalla realtà affermando che non si può prescindere dal dato biologico circa l’essere maschio o femmina.

L’avvocato (nella foto a destra) ha chiarito che il termine “gender” non si trova nei documenti giuridici italiani, perché questi sono scritti nella nostra lingua e utilizzano l’espressione “identità di genere”. Il giurista ha poi mostrato ai presenti una serie di documenti di enti pubblici italiani in cui si utilizza quest’espressione dando una definizione che Amato ha definito molto precisa di cosa sia questa teoria e citando come esempio quanto accaduto in Toscana e con alcuni opuscoli dell’Ufficio nazionale anti-discriminazioni poi ritirati a seguito delle proteste legate proprio ai loro contenuti gender. Ma come si riesce a fare in modo che una teoria di questo tipo venga fatta propria dalla varie assemblee legislative e inserita in norme e atti giuridici? Secondo il segretario nazionale del Popolo della Famiglia, lo scopo viene raggiunto anche attraverso un sistema di convincimento adottato da alcuni funzionari di organizzazioni internazionali. A sostegno di queste affermazioni, Amato ha fatto vedere ai presenti alcuni spezzoni di filmati in cui si vede un ex funzionaria di una di esse raccontare una vera e propria opera di corruzione portata avanti per fare in modo che le assemblee politiche approvino determinati provvedimenti ispirati all’ideologia gender.

Amato ha quindi illustrato le teorie del gender nelle loro varie forme, tra cui quella portata avanti dalla filosofa statunitense Judith Butler (nella foto a sinistra), che arriva a teorizzare una forma estrema chiamata “queer”, secondo cui si può cambiare identità di genere con la massima frequenza e senza limiti: “Molti – ha detto – sostengono che il gender non esiste, ma in diverse università italiane si organizzano convegni sulle idee della Butler”. L’avvocato ha poi passato in rassegna una serie di opere culturali ispirate all’ideologia gender e destinate ai bambini, tra cui libri e opere teatrali in grado di ricevere anche riconoscimenti in rassegne del settore, e illustrato alcune opere rivolte invece agli adulti, tra cui numeri speciali di prestigiose riviste “scientifiche” e notissimi programmi televisivi nei quali s'è registrata la presenza in studio di “esperti” secondo i quali sarebbe, almeno in alcuni casi, necessario somministrare ai bambini farmaci che ne sospendano lo sviluppo sessuale in attesa che essi definiscano la propria identità di genere. Amato ha poi documentato la protesta avvenuta in Spagna contro la campagna con cui alcuni enti di quel Paese hanno cercato di diffondere l’idea che ci si può sentire maschi o femmine indipendentemente dal dato biologico con pubblicità in vari punti della capitale Madrid. La protesta contro questi messaggi s'è concretizzata nel mandare in giro alcuni autobus con su scritto che i bambini hanno gli organi genitali maschili e le bambine quelli femminili (nella foto d'apertura). Quegli autobus sono stati fermati, ma una parte della stampa italiana li ha descritti come "bus omofobici". Cosa fare per fermare tutto questo? A tale domanda emersa dalla platea durante il dibattito, Amato ha risposto che serve un’azione culturale, una presenza delle famiglie e una nuova attenzione della politica e che su tutti i versanti occorre rimettere al centro il valore della dignità della persona umana che la cultura odierna spesso non sembra rispettare. (Massimiliano Spiriticchio)   

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