Summit Europa-Africa: lavoro a casa loro per evitare tratta di migranti 'capre'

Parole importanti giungono dal summit Unione africana-Unione europea, in corso da ieri ad Abidjan (Costa d'Avorio), soprattutto da due capi di stati africani. Il presidente della Costa D'Avorio Alassane Ouattara, che ha aperto ieri i lavori, ha lanciato l'appello ai giovani affinché non emigrino mettendo "a rischio" le loro vite e promettendo "di migliorare le loro condizioni di vita" in Patria. "Dobbiamo fare tutto il possibile per il vostro sviluppo nel nostro continente! Vi invito ad avere fiducia nel futuro e a non imbarcarvi nell'avventura, mettendo a rischio la vostra vita", ha detto Ouattara davanti agli 80 capi di Stato riuniti nella capitale ivoriana con l'ambizione di offrire un futuro migliore ai giovani africani, arginando così i flussi migratori. Ouattara (nella foto d'apertura con la cancelliera tedesca Angela Merkel), dopo essersi detto pronto a "migliorare le condizioni di vita" dei giovani e a offrire loro "opportunità e lavoro", ha invitato i suoi omologhi ad "assumere impegni forti (...) e innovativi", ricordando che "il 60% della popolazione ha meno di 25 anni... E' un'opportunità, ma anche un rischio se non si offre a questa gioventù un'istruzione, un lavoro e una speranza", ha aggiunto, auspicando maggiore sostegno da parte dell'Ue proprio sul fronte dell'istruzione. Ouattara ha quindi bollato come "totalmente inaccettabile" la situazione dei migranti in Libia, una "tragedia spregevole che ci ricorda le ore peggiori della storia dell'umanità. Mi appello al nostro senso di responsabilità collettiva per adottare misure urgenti e forti per mettere fine a queste pratiche indegne".

Muhammadu Buhari è il presidente del più grande Paese africano, la Nigeria (154 milioni di abitanti), paese vittima di un tratta di migranti verso l'Europa pari a nessun altri paese del continente. Buhari (nella foto a fianco, è a destra ricevuto da Outtarra) ha preso posizione sulla situazione in Libia, assicurando che "tutti i nigeriani bloccati saranno riportati a casa e riabilitati" (negli ultimi 10 mesi sono stati rimpatriati 3480 nigeriani dalla Libia), annunciando anche l'intenzione di "ridurre il numero dei nigeriani che partono alla volta dell'Europa". Commentando per la prima volta il filmato della Cnn sulla vendita come schiavi dei migranti in Libia, Buhari ha definito "scioccante" vedere "alcuni nigeriani venduti come capre per pochi dollari in Libia". Nell'incontro avuto con la diaspora nigeriana in Costa d'Avorio, e riportato oggi dai media nigeriani. Buhari non ha promesso lavoro ma "istruzione, sanità e sicurezza alimentare a casa... Alla gente che attraversa il deserto del Sahara e il Mediterraneo su imbarcazioni di fortuna... cercheremo di tenerli a casa. Ma a quanti muoiono nel deserto e nel Mediterraneo senza documenti, non c'è nulla che possiamo fare per dimostrare che sono nigeriani", ha aggiunto, portando poi l'esempio del recente caso di 26 donne morte annegate e seppellite in Italia, tutte identificate come nigeriane. "Dalle prove a mia disposizione solo tre di loro sono state identificate come nigeriane, ma non sarei sorpreso se la maggioranza di loro fossero nigeriane", ha detto il presidente nigeriano.

Sul versante europeo il nostro premier Paolo Gentiloni ha detto "che ci sia maggior controllo della costa libica e maggior presenza a sorvegliare i diritti umani e i rimpatri è una notizia che nel network dei traffici illegali sta circolando dal tempo, qualcuno sta dicendo che già sta riducendo i flussi dal Niger. L'Italia giustamente è vista, dal continente africano, come un Paese protagonista perché la rotta principale oggi verso l'europa arriva in Italia. Questa consapevolezza deve essere da parte nostra accompagnata dalla soddisfazione per i risultati straordinari degli ultimi mesi per ridurre i flussi migratori in mano ai trafficanti". Nel flusso di migranti "tra luglio a novembre, nel 2017 rispetto al 2016, siamo passati da 102 a 33mila arrivi, un crollo del numero degli arrivi impressionante" ed è "il risultato di diverse operazioni: rafforzamento della guardia costiera libica, nuovi accordi con le ong, sostegno e investimenti alle comunità locali".

La cancelliera tedesca Merkel ha sostenuto la necessità di mettere fine al traffico di esseri umani. "I giovani in Libia sono venduti come schiavi e questa vicenda qui ha un alto impatto emotivo - ha scritto il portavoce della cancelliera sul proprio account Twitter - è nostro interesse comune mettere fine alla migrazione illegale e creare canali legali".

Il vertice di Abidjan, che vede riuniti 83 capi di Stato africani e europei, è intitolato "Investire nei giovani", il summit ambisce a rafforzare il partenariato tra Africa ed Europa per sostenere lo sviluppo economico del continente africano e offrire opportunità di lavoro ai giovani che oggi invece rischiano la vita per raggiungere l'Europa. Ue, Ua e Onu hanno raggiunto al summit un accordo per istituire "una task force congiunta per salvare e proteggere le vite di migranti e rifugiati lungo le rotte migratorie e in particolare in Libia, accelerando i rimpatri volontari assistiti verso i paesi di origine e il reinsediamento di coloro che ne hanno bisogno". E' quanto si legge nel comunicato congiunto diffuso dopo l'incontro avvenuto a margine del vertice Ue-Ua di Abidjan tra il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e il presidente della Commissione Ua, Moussa Faki (ex premier e ministro del Ciad, prima di ricorire il mandato in Ua, nella foto a fianco con la Mogherini). "Questa iniziativa rafforzerà, amplierà e accelererà il lavoro in atto fatto dai paesi di origine e dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), con finanziamenti dell'Ue, che ha consentito finora, da gennaio, il ritorno volontario nei loro paesi di origine di 13mila migranti - si precisa nella nota - il lavoro della task force sarà strettamente coordinato con le autorità libiche e farà parte del lavoro comune che Unione africana, Unione europea e Nazioni Unite intensificheranno per smantellare le reti criminali e di trafficanti e per offrire opportunità di sviluppo e stabilità ai paesi di origine e di transito, affrontando le cause profonde della migrazione".

 

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=