Usa, da oggi le finte nuove restrizioni a viaggi e transazioni con Cuba

Nuove restrizioni alle transazioni finanziarie e ai viaggi degli statunitensi a Cuba sono entrate in vigore oggi. Lo ha annunciato l'amministrazione del presidente repubblicano Donald Trump, che ha pubblicato una lista di società e altre entità che sarebbero controllate dal governo cubano e con cui, per questo motivo, le imprese statunitensi non potranno fare affari. Trump aveva annunciato a giugno un passo indietro rispetto alla politica di apertura scelta dal predecessore, il democratico Barack Obama (nella foto sotto a Cuba l'anno scorso, con la moglie Michelle, ricevuto da Raul Castro).

"Abbiamo rafforzato le nostre politiche su Cuba per escludere dalle attività economiche i militari cubani e per incoraggiare il governo ad andare verso una maggiore libertà politica ed economica per i cubani" ha annunciato in un comunicato il segretario al Tesoro, Steven MnuchinGli statunitensi che vorranno visitare Cuba potranno farlo solo con operatori soggetti alla giurisdizione statunitense e accompagnati da un rappresentante di un'organizzazione a sua volta soggetta alla giurisdizione statunitense. I viaggi individuali non saranno più autorizzati. I cittadini statunitensi non potranno fare affari con 180 entità legate ai militari cubani, si legge sul giornale "Miami Herald", tra cui hotel, negozi, agenzie turistiche e anche due produttori di rum, di proprietà del governo. Le aziende statunitensi non potranno investire nella zona di sviluppo economico a Mariel, considerata cruciale per il futuro commerciale di Cuba. Le nuove regole erano attese da tempo, dopo l'annuncio di Trump da Miami, a giugno, e le sue ripetute promesse durante la campagna elettorale.

"Non vogliamo arricchire il regime castrista" aveva dichiarato il presidente statunitense. In realtà non è cambiato molto: l'embargo Usa verso Cuba è rimasto attivo anche con la svolta di Obama: concessioni sono state fatte soprattutto al turismo, ma solo per pacchetti turistici via aerea o crociere. I viaggi individuali per i cittadini Usa erano complicati pure prima anche se molto americani andavano a Cuba in segreto pure durante l'embargo totale. per questo il governo cubano non metteva i timbri sui passaporti di nessun turista, anche non statunitense.

Dire che non si finanzieranno le imprese turistiche di proprietà dell'esercito cubano significa prendere in giro la comunità degli esuli cubani in Usa rimasta ancora in vita (nella foto d'apertura circonda Trump che firma l'atto in Florida): la maggior parte degli americani (figli e nipoti di cubani compresi) vuole andare in vacanza a Cuba alla luce del sole e questo Trump lo sa. In uno stato comunista tutto è del regime, sia ciò che è gestito dai militari sia dai civili. Sottolinearne la differenza significa gettare fumo negli occhi a chi non conosce o non ricorda el "bloqueo" di Washington verso L'Avana che dura da 55 anni.

 

 

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