Premio Sakharov 2017 assegnato all'opposizione politica in Venezuela

Il Premio Sakharov per la libertà di pensiero 2017 sarà assegnato il 13 dicembre prossimo a Strasburgo (Francia) all'opposizione democratica del Venezuela, insieme all'attivista guatemalteca Aura Lolita Chavez Ixcaquic (nella foto sotto a sinistra) e al giornalista eritreo-svedese Dawit Isaak, in carcere in Eritrea dal 2001 per "tradimento" (nella foto sotto a destra). Il Premio Sakharov è stato istituito nel 1988 per onorare persone e associazioni che si sono distinte nella difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Consiste nella consegna in una pergamena e la somma di 50mila euro. Il presidente del Parlamento europeo, l'italiano Antonio Tajani, dopo aver annunciato la decisione, ha detto: "Il Parlamento europeo è da sempre in prima linea per difendere e promuovere la libertà, la democrazia e gli altri diritti umani, dentro e fuori i nostri confini. Oggi abbiamo il dovere di denunciare, ancora una volta, l`inaccettabile situazione del Venezuela. Oggi questo Parlamento vuole manifestare la sua vicinanza e rendere omaggio a tutto il popolo venezuelano". 
Il premio, comunica il servizio stampa dell'Europarlamento, va all'Assemblea nazionale (rappresentata dal presidente Julio Borges (nella foto qui sotto a destra ricevuto da Tajani) e a tutti i prigionieri politici figuranti nell'elenco del Foro penal venezolano (diretto da Alfredo Romero) avverrà il 13 dicembre a Strasburgo.
L`assegnazione del Premio - intitolato ad Andrej Sakharov, il fisico russo dissidente ai tempi dell'Unione Sovietica, premio Nobel per la Pace nel 1975 - è stata decisa, come ogni anno, dalla Conferenza dei presidenti, cioè dai leader dei gruppi politici e da Tajani.

I vincitori sono: Opposizione democratica in Venezuela: l'Assemblea nazionale e tutti i prigionieri politici, rappresentati da Antonio Ledezma e, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea Gonzalez.
Il Venezuela sta attraversando una crisi politica. Il partito al potere (Psuv, dal 1999, con l'elezione del defunto presidente Hugo Chavez, da cui il "chavismo") ha continuamente limitato lo stato di diritto e l'ordine costituzionale e nel marzo 2017 la Corte suprema (Tsj) ha tolto il potere legislativo all'Assemblea nazionale eletta democraticamente ma "colpevole" di essere composta per due terzi dall'opposizione che ha vinto le elezioni del 2015. Borges ha riassunto la situazione in Venezuela con queste parole: "Non è solo un scontro politico in Venezuela. È uno scontro vitale ed esistenziale basato sui valori". Nello stesso tempo, il numero dei prigionieri politici è salito a oltre 600, secondo l'ultima relazione del Foro Penal, un'organizzazione venezuelana di spicco per la difesa dei diritti umani che offre assistenza legale gratuita alle persone con limitate risorse economiche e che si presume siano vittime di detenzione arbitraria, tortura o violenze durante le proteste.
Pur avendo ottenuto gli arresti domiciliari in luglio dopo tre anni di detenzione, il capo dell'opposizione Lopez è stato nuovamente incarcerato nell'agosto 2017. Un altro politico di spicco dell'opposizione, l'ex sindaco di Caracas Ledesma, è agli arresti domiciliari dal 2015 e sono stati incarcerati anche gli ex sindaci di Iribarren, Ramos, e di San Cristobal, Ceballos, come pure lo studente attivista Saleh. Tra i prigionieri politici figurano due cittadini spagnoli, Gonzales e Goicoechea. Dall'inizio dell'anno sono stati uccisi oltre 130 oppositori e più di 500 sono stati arrestati arbitrariamente. 
 L`anno scorso il premio è stato assegnato alle attiviste ex yazida imprigionate e schiavizzate dell'Isis, Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar.

 

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