Venezuela, Osa contesta elezioni. Abruzzese Lacava eletto governatore

Dopo Stati Uniti e Unione europea anche l'Organizzazione degli Stati americani (Osa od Oas) ha dichiarato illegittime le recenti elezioni amministrative in Venezuela, citando una serie di irregolarità tra cui la mancanza di osservazioni elettorali indipendenti. La coalizione dell'opposizione Tavolo di unità democratico (Mud) è stata seccamente sconfitta nel voto del 15 ottobre dal Psuv chavista del presidente Nicolas Maduro, che hanno vinto in 18 stati su 23.
L'opposizione aveva "dipinto" il voto come un referendum sull'impopolare Maduro, dopo mesi di violente proteste di piazza che però non erano riuscite a spodestarlo.

Le elezioni sono state carenti di "numerose garanzie perché i risultati possano essere riconosciuti come legittimi", ha spiegato l'Osa (guidata dall'uruguayano Luis Almagro, ex ministro di sinistra di José "Pepe" Mujica) in un rapporto di 11 pagine postato in spagnolo sul sito del gruppo. Il documento dell'Osa ha notato tra le varie cose la sistematica violazione di diritti costituzionali e le difficoltà per l'opposizione di competere su un terreno paritario con i candidati filogovernativi.

Sotto accusa, ancora una volta (soprattutto quando vincono i chavisti) il voto elettronico usato in Venezuela, reo di prestarsi a manipolazioni a differenza di quello cartaceo. Considerando le ultime elezioni politiche di fine 2015 e i sondaggi vari, che hanno sempre dato due terzi dei consensi all'opposizione, ma soprattutto l'impressionante crisi economica senza precedenti nella storia del Paese sudamericano, con l'inflazione giunta al 700%, appare improbabile che Maduro possa aver recuperato così tanto consenso.

La Mud ha vinto solo negli stati Anzoategui, Merida, Nueva Esparta, Tachira e Zulia. Il Psuv in tutti gli altri. Fra i nuovi governatori chavisti anche uno, in Carabobo, di origine abruzzese, Rafael Lacava Evangelista (nella foto d'apertura), 48 anni, ex ambasciatore del Venezuela in Italia dal 2007 per un solo mandato. Lacava non è l'unica figura abruzzese di spicco del chavismo: con lui c'è Gian Carlo Di Martino (nella foto sopra a destra), 53 anni, attuale console generale a Milano ed ex sindaco di Maracaibo. Altro big abruzzese, ma militare, del chavismo, è il generale Alfredo Iacobozzi, (nella foto a sinistra), figlio dello scomparso Giuseppe Jacobozzi, già presidente dell'Associazione abruzzesi e molisani di Barquisimento. Jacobozzi è stato responsabile della sicurezza personale sia di Hugo Chavez sia, in una prima parte, di Maduro. 

 

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