L'Aquila: 'Doppio cognome a neonati', facoltà da tempo per tutti gli italiani

“Da oggi, ai servizi demografici del Comune dell’Aquila, è possibile, con l’accordo tra i genitori al momento della nascita, attribuire ai figli, oltre al cognome del padre, anche quello della madre”. Ne ha dato notizia qualche giorno fa l’assessore alle Pari opportunità del Comune di L'Aquila, Monica Petrella (nella foto d'apertura), come se fosse un'ordinanza sindacale della nuova Giunta di centro-destra del capoluogo abruzzese guidata da Pierluigi Biondi. In realtà la norma sulla possibilità del cognome anche materno, in aggiunta a quello paterno, è come tutte nazionale, disciplinata da una Circolate del Ministero dell'Interno, la 7 del 2017, a seguito della sentenza citata dalla Petrella nella sua nota stampa che segue (sentenza 286 del 21 dicembre 2016 della Corte Costituzionale, ndr). Non c'è solo il pronunciamento italiano ma anche quella europeo che ha condannato l'Italia a riconoscere anche il cognome materno, a cominciare dalle coppie miste italo-ispano-americane (o spagnole) che il cognome materno ce l'hanno in automatico dopo quello del padre.

In Brasile quello materno di antepone a quello paterno (come in Portogallo, di cui il Brasile fu colonia). Per esempio, la bella deputata italo-brasiliana Renata Eitelwein Bueno (nella foto a destra), nata a Brasilia, è figlia di genitori di origini venete: il papà si chiama Ruben Bueno ed è anche lui un deputato famoso in Brasile. Bueno è il secondo cognome della deputata italiana eletta in Sudamerica; il primo è quello della madre. In Italia si fa chiamare solo Renata Bueno. 

Della serie: i figli li partoriscono le donne e, quindi, è giusto che il primo cognome sia il loro, anche per evitare discriminazioni nel caso di figli senza papà (e nel continente ce ne sono tanti) visto che di norma ci si presenta solo col primo cognome (Fidel Castro e non Fidel Castro Ruz, tanto per citare uno passato alla storia). Eccezioni famose sono state quelle dell'ex presidente brasiliana Dilma Rousseff (nome intero Dilma Silva Rousseff) e del'ex premier spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero (nella foto sotto a destra, mediatore della crisi venezuelana, insieme al presidente Nicolas Maduro Moros): la prima ha scelto di farsi chiamare col secondo cognome paterno; il secondo è stato conosciuto in tutto il mondo col secondo cognome materno (Zapatero, significa "calzolaio"). Forse perché meno comune del primo, molto diffuso nel mondo ispanico.

Senza allontanarsi da questa redazione, la figlia del nostro direttore Pierluigi Spiezia, essendo nata a Cuba ha acquisito in automatico anche il cognome della madre e si chiama Astrid Rebecca Spiezia Castillo (visto che ha due cognomi ha pure due nomi, come si usa da quelle parti). Dei cognomi ci siamo occupati spesso, come nel caso giapponese e delle donne italiane sposate nei paesi dove si acquisisce il cognome del marito.

L'Argentina è l'unico paese latinoamericano dove c'è solo il cognome paterno: Papa Francesco, all'anagrafe si chiama Jorge Mario Bergoglio e non anche col cognome della madre, che è Sivori, proprio come quello di un altro italo-argentino famoso: Omar Sivori. Infatti, i due sono cugini alla lontana e le famiglie sono originarie dello stesso paese genovese: Cogorno.

La politica italiana è corsa ai ripari per evitare altre multe europee e ha abbozzato una riforma che s'è arenata in questa legislatura, anche perché il Ministero dell'Interno ha fatto giustizia e "giurisprudenza" con la Circolare suindicata. Peraltro, nel 2014, sull'onda della condanna Ue, il Comune di Pescara registrò in automatico il cognome materno a una bambina italo-cubana.

Comunque, è positivo che l'assessora aquilana si sia accorta di questa possibilità anche per i suoi nuovi concittadini. “In questo modo - ha proseguito la Petrella nella sua nota stampa - viene affermata la piena parità tra i genitori all'interno della famiglia, compiendo un nuovo passo in avanti verso il completo superamento degli ostacoli che ancora si frappongono a una piena e totale parità di genere. Un segnale di modernità e di forte innovazione, soprattutto in considerazione del fatto che il Comune dell’Aquila è tra i pochi in Italia (non è vero, appunto, ndr) a prevedere tale possibilità, sulla base del pronunciamento della Consulta". Le sentenze della Corte Costituzionale si applicano a tutta la nazione.

L'assessore (di professione commercialista) ricorda, infatti, che "la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che non consente ai genitori, pur in presenza di una concorde richiesta da parte loro, di attribuire ai figli anche il cognome materno. Tale possibilità era invece necessariamente subordinata all’autorizzazione del Prefetto e veniva concessa solo in presenza di situazioni particolari, supportate da significative motivazioni. Oggi, invece già al momento della registrazione della nascita o dell'adozione, l'ufficiale dello Stato civile potrà accogliere la richiesta dei genitori che, di comune accordo, intendano attribuire ai propri figli il doppio cognome, paterno e materno. Il tutto senza alcun costo aggiuntivo e con effetto immediato”.

 

 

 

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