Arabia Saudita, le donne possono guidare e pure essere vicesindaco

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Decisione rivoluzionaria in Arabia Saudita, Paese ultra conservatore islamico dove le donne non avevano fino a ieri il diritto a conseguire la patente di guida e, di conseguenza, a guidare. Un decreto reale riguardante la normativa del traffico ha incluso "il rilascio di patenti di guida tanto per gli uomini che per le donne", ha comunicato la Saudi press agency, l'agenzia di stampa ufficiale del Paese mediorientale. Il Regno saudita era l'unico Paese al mondo dove alle donne era vietato guidare. Per anni le organizzazioni in difesa dei diritti hanno fatto campagne per ottenere questo risultato (c'è pure una pagina Facebook, nella foto d'apertura l'attivista Manal Al-Sharif al volante). Alcune donne saudite sono state multate per aver sfidato le autorità, altre addirittura incarcerate. Il decreto del re Salman prevede la formazione di una commissione ministeriale che dia il suo parere nel giro di 30 giorni e che l'autorizzazione diventi effettiva entro giugno 2018, secondo la Saudi press agency.

 


L’attivista Loujain al-Hathloul, 25 anni, è stata arrestata per 73 giorni nel 2014 dalle guardie di frontiera mentre stava attraversando il confine tra l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, dove ha conseguito la patente (che mostra orgogliosa nella foto a destra e pure senza velo).

Nel Regno ultraconservatore del Golfo le donne sono sottoposte alla tutela di un uomo della loro famiglia - generalmente il padre, il marito o il fratello - per viaggiare o studiare. Nel quadro dell'ambizioso piano di riforme economiche e sociali in vista del 2030, Riad sembra voler ammorbidire alcune restrizioni e tenta prudentemente di promuovere alcune forme di socialità e di movimento. Appena sabato scorso centinaia di donne saudite hanno preso posto per la prima volta in uno stadio di Riad, in occasione della festa nazionale, con concerti e fuochi d'artificio. Finora le donne non erano ammesse negli stadi in ottemperanza alla regola della separazione dei sessi negli spazi pubblici, come anche previsto nei consigli comunali, dove le donne sono entrate da poco

Il quotidiano "Al Sharq al Awsat" ha inoltre dato la notizia che "il segretario della regione orientale ha emesso ieri la decisione di nominare Iman Al Ghamidi, figlia di Abdallah al Ghamidi a vice del presidente (carica equivalente al sindaco, ndr) del Comune di Al Khobar che assumerà la presidenza della sezione dei servizi femminili, diventando così la prima donna saudita che assume un incarico a questo livello".


La nomina della Al Ghamidi a un incarico che riguarda attività femminili "è stata decisa sulla base del ruolo che deve svolgere la donna da questa posizione e della crescente necessità di inventare una sezione femminile dopo l'avvento di mercati e centri commerciali moderni nella provincia".

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