Usa proibiti ai venezuelani, 'canaglia' come islamici e norcoreani

Stati Uniti vietati anche ai venezuelani in fuga dal regime chavista di Nicolas Maduro. Il presidente degli Usa Donald Trump ha infatti esteso anche a Venezuela, oltre che a Corea del Nord e Ciad, alla lista dei paesi oggetto di restrizioni all'ingresso negli Usa, a causa della mancanza di cooperazione dei loro governi con Washington e della scarsa sicurezza dei loro viaggiatori. Il Sudan, che faceva parte dei sei paesi musulmani elencati nel precedente decreto, è stato cancellato dalla lista. Il nuovo testo vieta o limita l'ingresso negli States dei cittadini stranieri di otto paesi in totale: Corea Nord, Ciad, Iran, Libia, Siria, Somalia, Venezuela e Yemen. Le misure restrittive cambiano a seconda dei paesi.
"In quanto presidente, devo agire per proteggere la sicurezza e gli interessi degli Stati Uniti e del nostro popolo", ha spiegato Trump in questo decreto reso pubblico ieri sera.

Naturalmente anche questa estensione sarà sottoposta al giudizio della Corte Suprema Usa, che ancora si esprime sui ricorsi presentati per "discriminazione" verso la comunità musulmana. Ma questi tre paesi che non sono islamici potrebbero allontanare questa accusa all'amministrazione Trump. A meno che i venezuelani antichavisti decidano di accusare gli Usa di non accogliere nei loro confini chi scappa dal regime di Caracas. Una misura tolta (dall'ex presidente democratico Barack Obama però) anche ai cubani, in passato accolti come profughi da Washington.

Nella foto, Trump accoglie lo scorso febbraio alla Casa bianca (col vicepresidente Mike Pence) la venezuelana Lilian Tintori, moglie del dissidente agli arresti domiciliari Leopoldo Lopez. La Tintori (origini italiane), non solo non potrà più uscire dal Venezuela a causa del passaporto ritiratole dal regime, ma ora non potrebbe andare più nemmeno in Usa.

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