Venezuela, a S. Domingo incontro governo-opposizione per soluzione crisi

Le delegazioni del governo e dell'opposizione del Venezuela proseguono oggi nella Repubblica dominicana nell'organizzazione di un'agenda dei negoziati in vista di una soluzione della crisi nel Paese sudamericano: lo ha annunciato il presidente dominicano Danilo Medina. "E' in corso un processo di elaborazione, di formazione di un'agenda per negoziati definitivi sulla crisi", ha spiegato Medina alla stampa, uscendo da una riunione con le delegazioni delle due parti. I colloqui dovrebbero riprendere oggi alle 15 ora italiana, ha aggiunto. "L'unica cosa che posso dire stasera è che abbiamo ascoltato le parti, quello che hanno detto. Hanno riferito il loro punto di vista sulla situazione che sta vivendo il Venezuela", ha insistito il presidente dominicano, che s'è intrattenuto anche con l'ex capo del governo spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero (nella foto d'apertura, è a destra con Medina), uno dei promotori del dialogo inter-venezuelano.

I delegati del presidente Nicolas Maduro si sono mostrati ottimisti sul buon esito della trattativa. "Posso dire che siamo molto vicini a una soluzione dei punti che sono in agenda e che saranno oggi al centro delle conversazioni", ha assicurato Jorge Rodriguez, inviato del governo nella Repubblica dominicana (nella foto d'archivio, è a sinistra, con Maduro e l'ex premier socialista spagnolo).

Dei negoziati ieri s'è occupato anche il quotidiano vaticano "L'Osservatore romano" che ha titolato "Maduro apre al negoziato", sottotitolo: "Ma l'opposizione venezuelana resta scettica e chiede di discutere le condizioni". Il giornale scrive che "il processo di mediazione è stato avviato da Zapatero e dal ministro degli esteri domenicano Miguel Vargas, nella speranza di avviare un cammino di riconciliazione nazionale. L'opposizione però resta molto scettica, critica Maduro per non aver rilasciato i prigionieri politici e chiede di discutere alcune precondizioni dell'avvio del confronto. L'ultimo tentativo di dialogo s'è concluso nel 2016 senza portare a un accordo tra le parti", scrive il giornale della Santa Sede, coinvolta fino a pochi giorni fa nei tentativi di facilitare il dialogo tra Maduro e opposizioni. Mediazioni che non vengono ben viste dalle opposizioni al chavismo che attaccano sui media e sui social persino Papa Francesco bollando come "comunisti" e fiancheggiatori del regime tutti coloro che cercano di dialogare con un governo che invece deve andare a casa con regolari elezioni, che il Vaticano ha chiesto pure. I mediatori come Medina e Zapatero sono di sinistra e, quindi, dovrebbero essere preferiti per una proficua soluzione politica della crisi. Invece, una parte dell'opposizione venezuelana (che va dalla socialdemocrazia alla destra) li accusa, proprio perché progressisti, di essere in realtà collusi col regime chavista, che si definisce "socialista". In realtà Maduro è isolato politicamente e da tempo anche nel campo della sinistra democratica internazionale.

"L'Osservatore romano" ricorda che "l'opposizione chiede il rilascio dei prigionieri politici, mentre l'ex procuratore generale Luisa Ortega Diaz ha dovuto lasciare il suo Paese e accusa Maduro e il suo governo di corruzione. La comunità internazionale contesta inoltre la legittimità dell'Assemblea costituente che ha di fatto esautorato il parlamento dove l'opposizione deteneva la maggioranza". Anche il Vaticano ha contestato tale organismo, così come l'Italia, l'Unione europea, gli Stati Uniti (con sanzioni) e tanti altri paesi occidentali.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=