Venezuela, Maduro attacca anche Vaticano, Brasile e Argentina

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro, in un'intervista a un'emittente argentina, ha accusato il Vaticano, in particolare nella persona del suo segretario di Stato Pietro Parolin (ex nunzio apostolico in Venezuela, nella foto sotto con Maduro), di essere "caduto nelle mani dei settori più estremisti del vertice della Chiesa cattolica venezuelana. Una cosa è il percorso compiuto da Papa Francesco come difensore dei popoli, grazie alla sua umiltà, altra cosa ben diversa è invece la struttura della segreteria di Stato vaticana e della burocrazia", ha commentato il capo dello Stato chavista. La Santa Sede aveva chiesto a tutti gli attori politici, e in particolare al Governo, di assicurare il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché della vigente Costituzione, evitando o sospendendo le iniziative in corso come la nuova Costituente.

Maduro ha commentato anche la definitiva sospensione del suo Paese dal Mercosur, dicendo che il Venezuela non sarà "mai" escluso dal Mercato comune sudamericano nonostante la decisione annunciata qualche ora fa dall'organizzazione - che raggruppa a pieno titolo anche Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay, come associati Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù e Suriname - di sospendere Caracas "per rottura dell'ordine democratico".

"Il Venezuela non sarà escluso da Mercosur. Mai. La nostra anima, il nostro cuore, la nostra vita sono Mercosur", ha lanciato Maduro su una radio argentina, assicurando che i tentativi dei governi brasiliano ("fomentatori del colpo di Stato") e argentino (dei "miserabili") sono votati al fallimento. Il presidente attuale del Mercosur è il brasiliano Michel Temer (nella foto d'apertura è a destra di Maduro), che ha sostituito lo scorso giugno l'argentino Mauricio Macri.

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