Venezuela, ex sindaco di Londra: "Chavez non ha ucciso oligarchi"

La Procura generale del Venezuela ha annunciato di aver chiesto ieri alla giustizia di annullare l'insediamento dell'Assemblea costituente, previsto per oggi e la cui legittimità, dopo il voto di domenica scorsa, è contestata. Il pubblico ministero ha precisato su Twitter che la richiesta, avanzata dai due procuratori incaricati dell'inchiesta, "si basa sulla presunta esistenza di reati durante il processo elettorale".

Oggi 11 locali, le 17 in Italia, è previsto l'insediamento dell'Assemblea costituente.
Contemporaneamente, all'esterno, l'opposizione ha organizzato un'imponente manifestazione, ma anche i partigiani del presidente Nicolas Maduro hanno annunciato di scendere in piazza per difendere il regime. Si prevedono scontri senza precedenti, anche perché i deputati del Parlamento dovrebbero fare posto a quelli della Cosituente. Erede del defunto presidente Hugo Chavez (in carica dal 1999 al 2013), Maduro ha assicurato che tutto è pronto per l'avvio dei lavori della Costituente, un organismo di 545 membri, esponenti della società civile e tutti sostenitori del presidente, dotata di poteri illimitati per un tempo indefinito. L'opposizione, per protesta, non si è, infatti, candidata alle elezioni di domenica scorsa per riformare una Costituzione (quella riformata da Chavez), sostiene, in senso dittatoriale che vuole esautorare del tutto l'attuale Parlamento, controllato per due terzi dall'opposizione. Un passaggio legislativo che Maduro, consapevole del basso consenso elettorale che ha (non supera il 30%), vuole realizzare per rimanere al potere anche dopo le previste elezioni presidenziali del prossimo anno che, con l'attuale Carta perderà al 100%.

Nell'Unione europea, che già si è pronunciata contro la Costituente venezuelana, prima e dopo il voto, dopo la Spagna e l'Italia anche la Francia si pronuncia con una "condanna" alle violenze nel Venezuela e invita tutte le parti a una de-escalation. Lanciando un appello alle autorità e all'opposizione venezuelana, l'Eliseo ha detto oggi, giorno in cui s'insedierà la contestata Costituente, che il dialogo è "l'unica uscita possibile" dalla crisi. Una posizione in realtà impossibile e già abbandonata pure dal Vaticano, che ha detto che l'unica soluzione alla crisi politica sono le elezioni anticipate che Maduro non vuole.

Ieri sera al TgCon il viceministro degli Esteri Mario Giro - ospite in studio con Vanessa Ledezma, figlia di Antonio, l'ex sindaco di Caracas arrestato di nuovo con Leopoldo Lopez - ha rivelato che il governo italiano, anche attraverso le sue missioni a Caracas, che sono state ben sette (nella foto a destra è col ministro degli Esteri di allora Elias Jaua Milano, politico che ha origini italiane), le ha tentate tutte per convincere Maduro a ragionare, perché il Paese sudamericano è allo stremo totale, e a non isolarsi internazionalmente come sta invece facendo, tipico di molti dittatori. La Ledezma ha detto che da quando hanno arrestato lunedì scorso il padre non si sa più nulla di lui, nemmeno dove sta rinchiuso. Lei che vive in "esilio" a Roma, sono due anni che non lo più più vedere.

"La Francia, di concerto con i suoi partner europei e a sostegno degli sforzi profusi dai paesi della regione, continuerà ad appoggiare qualsiasi mediazione che consenta la ripresa di un dialogo credibile, sincero e serio tra il governo e l'opposizione", ha aggiunto la presidenza francese, valutando che il dialogo sia "l'unica via d'uscita possible" alla crisi scaturita dall'elezione di domenica scorsa della Costituente.

Da Londra (Gran Bretagna) l'ex sindaco di Londra Ken Livingstone, noto per le sue prese di posizione controverse, ha detto che tra le origini della crisi del Venezuela c'è il fatto che Chavez (nella foto d'apertura è a destra con Livingstone"non uccise tutti gli oligarchi". "Ci sono problemi reali e Maduro deve affrontarli" ha detto il politico britannico di sinistra, al momento sospeso dal partito laburista per aver dichiarato che Adolf Hitler inizialmente "sosteneva il sionismo".

"Ci sono circa 200 famiglie che controllano l'80% della ricchezza in Venezuela, permise loro di vivere, di continuare a fare affari e temo che molti di loro stiano usando il loro potere e il loro controllo su import ed export, medicine e alimenti, per rendere la vita difficile e sabotare Maduro". Al giornalista di TalkRadio che gli chiedeva se non ci sarebbe stata crisi se gli oligarchi fossero stati uccisi, "Ken il rosso" ha risposto "non avrebbero potuto sabotare l'attuale governo", ma "non sono favorevole a uccidere nessuno". Livingstone è stato sindaco di Londra dal 2000 al 2008 e ha guidato la reazione della città alle bombe del 7 luglio 2005, ma da tempo è una figura controversa. Quasi metà dei deputati laburisti ha firmato una lettera al leader del partito Jeremy Corbyn condannando la mancata espulsione di Livingstone dopo le sue parole sul sionismo. E' stato poi sospeso in attesa di indagine.

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