Venezuela, in Costituente entrano figlio e moglie di Maduro. Mondo protesta

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha annunciato il rinvio a domani della seduta inaugurale dell'Assemblea costituente, inizialmente prevista per oggi: avrà luogo "nella pace, in tranquillità e con tutto il protocollo necessario", ha detto il capo dello Stato, nelle stesse ore in cui la procuratrice generale Luisa Ortega ha detto di avere aperto un'inchiesta sulla Commissione elettorale centrale dopo i sospetti di frode durante il voto di domenica scorsa. "V'informo che ho nominato due giudici per indagare i quattro direttori del Consiglio nazionale elettorale (Cne) per questo atto davvero scandaloso. Siamo di fronte a un fatto inedito, grave, che costituisce un reato", ", ha detto la Ortega ai media e in particolare alla tv Cnn, facendo riferimento alle accuse di "manipolazione" lanciate della società britannica Smartmatic incaricata di gestire le operazioni di voto. Maduro ha ovviamente affermato che si tratta di "una reazione del nemico internazionale" e che lo scrutinio è stato del tutto "trasparente". L'insediamento dell'Assemblea costituente è previsto per le 11 locali, le 17 di domani in Italia. Fra i 545 eletti anche Il 27enne Nicolas Ernesto Maduro Guerrafiglio del presidente, conosciuto anche come "Nicolasito" o "piccolo Nicolas". Eletta pure la sua matrigna, "primera dama", Cilia Flores (nella foto d'apertura, i tre insieme), famosa per essere la zia di due venezuelani arrestati e condannati per traffico internazionale di droga. Per il figlio del presidente si tratta del primo incarico pubblico di alto profilo nel Paese. Economista di formazione, ha già servito come direttore dell'Istituto nazionale di cinematografia e come capo delle delegazioni presidenziali nell'ufficio del vicepresidente. In precedenza, ha diretto un ufficio anticorruzione nell'ufficio del capo dello Stato.

"E' un terremoto", ha commentato intanto il presidente del Parlamento Julio Borges, in reazione alla notizia della "manipolazione" dei dati sull'affluenza. L'amministratore delegato della società britannica, il venezuelano Antonio Mugica (che l'ha fondata nel 1997 a Caracas prima di trasferirla a Londra come multinazionale), ha stimato durante una conferenza stampa che "la differenza tra la partecipazione reale e quella annunciata dalle autorità è di almeno un milione di voti". Il voto elettronico della Smartmatic di Mugica (nella foto a destra) è stato usato anche nelle elezioni di paesi come Argentina, Belgio, Brasile, Cile, Ecuador, Estonia, Filippine, Gran Bretagna, Messico e Stati Uniti.

Il voto del 30 luglio, infatti, è stato solo per candidati chavisti e, quindi, elettori chavisti in quanto l'opposizione (che rappresenta almeno il 70% dell'elettorato) non s'è voluta candidare per protesta. Per questo l'Assemblea non è "costituzionale" perché le riforme della Costituzione, in un paese democratico, si fanno a larghissima maggioranza parlamentare, anche nei paesi presidenziali. 

Secondo il governo, più di otto milioni di elettori, ovvero il 41,5% degli aventi diritto, hanno partecipato all'elezione della Costituente, una cifra superiore ai 7,6 milioni di voti raccolti dall'opposizione il 16 luglio in un referendum simbolico contro la Costituente previsto. Mugicala, ha stimato durante una conferenza stampa che "la differenza tra la partecipazione reale e quella annunciata dalle autorità è di almeno un milione di voti".

Il segretario generale dell'Onu, il portoghese Antonio Guterres, ha chiesto alle autorità del Venezuela di fare "tutti gli sforzi possibili" per far alleggerire le tensioni nel Paese ed evitare ulteriori violenze, dopo che i due leader dell'opposizione, Leopoldo Lopez e l'ex sindaco di Caracas Antonio Ledezma, sono stati violentemente rimandati in carcere di notte e in pigiama dagli arresti domiciliari. López, prigioniero di coscienza, stava scontando una condanna per incitamento alla violenza nel corso delle proteste antigovernative del 2014, mentre Ledezma era stato arrestato nel 2015 con l'accusa di cospirazione. Entrambi sono leader di due partiti socialdemocratici aderenti all'Internazionale Socialista che da tempo lancia appelli per la liberazione dei detenuti politici in Venezuela. 

Dopo che due leader dell'opposizione sono stati prelevati dalle loro abitazioni nella capitale Caracas, anche Amnesty International (come tanti paesi Italia compresa) ha dichiarato che questo è il segnale che il governo Maduro sta disperatamente cercando di ridurre al silenzio ogni critica, mentre la situazione politica e la crisi umanitaria del Venezuela hanno raggiunto il punto di rottura. "L'amministrazione Maduro sta mandando un messaggio terrificante a tutta la popolazione del Venezuela: il dissenso, in qualunque forma, non sarà tollerato - ha dichiarato la messicana Erika Guevara Rosas (nella foto sotto a destra), direttrice di Amnesty International per le Americhe - L'orologio corre veloce e il tempo si sta esaurendo perché le autorità del Venezuela invertano il loro approccio alla libertà d'espressione.

"L'alternativa è semplicemente agghiacciante. Il governo venezuelano deve garantire che Lopez e Ledesma abbiano completo accesso ai loro avvocati e nei loro confronti si applichino le regole del giusto processo".

Anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani (nella foto sopra a sinistra con Guterres), è preoccupato e chiede sanzioni: "Gli arresti ingiustificati e arbitrari di Ledezma e Lopez sono un altro passo verso la dittatura in Venezuela. La costante violazione dei diritti umani, la brutale repressione esercitata dal governo non può continuare. Ho inviato due lettere al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker chiedendo la possibilità di congelare i beni e d'imporre un divieto di viaggio nell'Ue ai membri del governo venezuelano, compreso Maduro".

 

 




 

 

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