Trump avverte Maduro per Lopez e Ledezma con famiglie italiane

Resta altissima la tensione in Venezuela dove, dopo gli scontri di domenica in cui sono morte 16 persone, nella notte tra lunedì e martedì due leader dell'opposizione politica, Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma, sono stati arrestati (anzi, sequestrati) in pigiama mentre dormivano. Arresti che sono stati duramente condannati dall'Unione europea che aveva già dichiarato il suo scetticismo sulle elezioni per l'Assemblea costituente avvenute due giorni fa per volontà del presidente venezuelano Nicolas Maduro.

Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha lanciato un avvertimento a Maduro, affermando di considerarlo "personalmente responsabile" della salute e sicurezza dei due leader dell'opposizione arrestati. "Sono prigionieri politici detenuti illegalmente dal regime. Gli Stati Uniti considerano Maduro - che aveva annunciato pubblicamente poche ore prima che avrebbe contrastato i suoi oppositori politici - personalmente responsabile per la salute e la sicurezza di Lopez, Ledezma e delle altre persone arrestate. Ripetiamo il nostro appello per un rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici".

Per l'Ue gli arresti sono "un passo nella direzione sbagliata", ha detto Catherine Ray, portavoce del capo della diplomazia europea Federica Mogherini. L'Ue ha espresso "seri dubbi" sulla validità del voto di domenica scorsa e oggi ha rilanciato la propria richiesta al governo di Caracas di mettere fine alla repressione delle proteste in corso nel Paese dall'inizio di aprile, che hanno causato più di 120 morti: "Continuiamo a chiedere al governo del Venezuela misure che favoriscano la fiducia e che creino le condizioni migliori per la ripresa di iniziative per una soluzione pacifica negoziata".

Il deputato dell'opposizione venezuelana Freddy Guevara ha detto: "Hanno preso Lopez e Ledezma per farci paura e demoralizzarci" ma "la prigione e le persecuzioni contro i nostri responsabili non fermeranno la ribellione". Maduro ha annunciato di voler togliere l'immunità parlamentare ai deputati per consentire arresti e processi a loro carico.

Ledezma e Lopez sono stati imprigionati per le loro dichiarazioni politiche e perché stavano progettando la fuga, ha dichiarato al Corte suprema venezuelana (organismo completamente sottomesso al potere chavista), che ha citato "fonti ufficiali dell'intelligence" secondo cui i due leader socialdemocratici di partiti aderenti all'Internazionale Socialista, prelevati all'alba dalle loro case, stavano per fuggire. I due avrebbero violato anche le condizioni dei loro arresti domiciliari, che proibivano loro di fare "campagna politica" e di "rilasciare dichiarazioni ai media". E' vero che Lopez prima e Ledezma poi hanno pubblicato video sui social network e vista la situazione facevano meglio a non farlo (soprattutto per le loro famiglie), tanto ci sono tanti altri politici che ripetono messaggi e appelli al popolo dello stesso tenore. E il popolo scende in piazza da quattro mesi a prescindere dagli appelli e incitamenti politici.

Ledezma (che porta il cognome materno) ha origini italiane paterne, di Avellino per l'esattezza (suo padre si chiamava Bruno di cognome). Sua figlia Vanessa (nella foto d'apertura in Rai, con la foto del padre alle spalle) vive "in esilio" a Roma. Come italiana è anche la moglie di Lopez Lilian Tintori (nella foto sopra a destra col marito). La comunità italiana in Venezuela è numerosa e ha fatto grande il Paese sudamericano ricco di petrolio e una volta l'Eldorado dell'America latina.. Per questo che fra i tanti messaggi anche quello di Rosetta D'Ameliopresidente pd del Consiglio regionale della Campania, "La situazione in Venezuela sta precipitando di ora in ora ed è sempre più drammatica. La comunità internazionale non può stare a guardare. In qualità anche di presidente della Consulta regionale dell'emigrazione - ha affermato la D'Amelio - ho ricevuto mail disperate dai nostri connazionali in Venezuela che chiedono aiuto per le violenze e le repressioni che stanno subendo", L'ex "sindaco di Caracas Ledezma è di origine irpina (come la D'Amelio, ndr). Sono in contatto costante con la sua famiglia alla quale va tutta la mia più forte solidarietà. C'è un popolo che sta lottando con tutte le sue forze per difendere la democrazia e la libertà, in condizioni estremamente precarie. Tra questi anche i 130 mila italo-venezuelani per i quali il governo italiano, come ha dichiarato il premier Paolo Gentiloni, sta intervenendo non solo sul piano diplomatico ma anche sul piano della difesa. La comunità internazionale intervenga subito per ripristinare la democrazia". ha concluso la D'Amelio che due anni fa aveva ricevuto in Regione la console generale venezuelana a Napoli, Amarilis Gutierezz (nella foto a sinistra).

 

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