Venezuela, reazioni in Italia ad arresti di Lopez e Ledezma. Silenzio dei grillini

"#Venezuela, arresto dei leader opposizione inaccettabile. Italia impegnata contro rischio dittatura e guerra civile". Lo ha scritto poco fa su Twitter il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. Sullo stesso social network, Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato (nella foto sotto a Caracas con un altro leader dell'opposizione, Henrique Capriles), ha scritto: "Nicolas Maduro, giù le mani da Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma! (i due politici oppositori arrestati, ndr) Sei personalmente responsabile di qualsiasi cosa possa capitare loro! #SOSVenezuela".

Il deputato di Alleanza popolare Fabrizio Cicchitto ha invece commentato: "L`arresto dei leader dell`opposizione Lopez e Ledezma significa che Maduro sta realizzando un vero e proprio colpo di stato. È indispensabile che la Comunità internazionale reagisca in tutti i modi possibili, comprese le sanzioni". 

Finora nessun commento da parte di esponenti del Movimento 5 Stelle, che in passato ha preso le difese del chavismo venezuelano e ha votato no a risoluzioni e ordini del giorno parlamentari sulla crisi venezuelana che colpisce quasi due milioni di oriundi, 150mila cittadini italiani lì residenti e le nostre imprese che vantano crediti miliardari verso il governo sudamericano in default.

Il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi giorni fa ero tornato a ironizzare sul grillino Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, affermando che "non solo confonde il Cile con il Venezuela ma propone il Venezuela che oggi è una dittatura come garante della Libia". Fra le tante gaffe di Di Maio, ci fu, infatti, quella in cui il giovane leader del M5S critico l'allora Renzi premier su Facebook, paragonandolo all'ex dittatore cileno Augusto Pinochet, commettendo un grave errore sia geografico sia storico: "Il referendum di ottobre, novembre o dicembre (ci faccia sapere la data, quando gli farà comodo) - postò il vicepresidente della Camera - lui stesso lo sta facendo diventare un voto sul suo personaggio che ha occupato con arroganza la cosa pubblica, come ai tempi di Pinochet in Venezuela. E sappiamo com'è finita".

Pinochet, tutto sommato, è finito bene, visto che non fu deposto quando il Cile tornò alla democrazia, fu eletto pure senatore ed è morto di vecchiaia senza fare un giorno di galera (solo domiciliari) nonostante i tanti desaparecidos (scomparsi) durante la sua sanguinaria dittatura fascista. Sarebbe il caso che Di Maio parlasse di "arrogante dittatura" anche nel caso del Maduro aspirante Pinochet e soprattutto si esprimesse sulla deriva repressiva che sta colpendo il Venezuela.

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