Venezuela, 105 morti. Trump sanziona 13 chavisti. Domenica voto per Costituente

Un sedicenne è stato ucciso nel corso di una manifestazione a Caracas (Venezuela), durante lo sciopero generale proclamato dall'opposizione contro le elezioni per l'Assemblea costituente previste domenica prossima: lo ha reso noto la Procura della Capitale. E' salito così a 105 il numero dei morti nelle manifestazioni di protesta contro il governo del presidente Nicolas Maduro, dall'inizio di aprile a oggi.

Il progetto di riforma verrebbe in tal modo sottratto a qualsiasi controllo da parte del Parlamento, l'unica istituzione controllata dall'opposizione che considera l'iniziativa come un vero e proprio colpo di Stato. Secondo i sondaggi circa il 70% dei venezuelani è contrario al progetto di riforma costituzionale, mentre l'80% critica la gestione del Paese da parte di Maduro che, da parte sua, ha invece affermato che la riforma porterà la stabilità politica ed economica salvando il Paese dall'aggressione "fascista e imperialista".

Per protesta contro il progetto di riforma il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti ha deciso di imporre delle sanzioni economiche su 13 alti funzionari venezuelani, iniziativa che Maduro ha bollato come "illegale, insolente e senza precedenti". L'amministrazione di Donald Trump (nella foto d'apertura è a destra di Maduro) ha imposto delle sanzioni contro il Venezuela, nel tentativo di aumentare la pressione su Maduro. Sono state colpite 13 persone, tra membri ed ex membri del governo, delle forze armate e manager della compagnia petrolifera statale Pdvsa. Al momento, sono state evitate sanzioni finanziarie che, se applicate, aggraverebbero la situazione economica, già disastrosa, del Paese sudamericano. Con questa decisione, comunque, Trump ha voluto mostrare di essere pronto a mantenere la minaccia di "azioni economiche dure" se Maduro andrà avanti col suo piano di far votare domenica per costituire una Costituente che, secondo i critici, servirà a rafforzare ancor di più i suoi poteri dittatoriali.

Ma cos'è l'Assemblea costituente per cui si voterà domenica? Intanto, l'elezione è viziata dal fatto che i candidati sono tutti chavisti: l'opposizione per protesta non ha candidato nessuno e questo la dice tutta sulla bontà dell'iniziativa che, comunque, non risolve i problemi del Paese che non sono di tipo costituzionale ma economico e sociale. I venezuelani che si recheranno alle urne saranno presumibilmente solo elettori chavisti, scesi, dai consensi maggioritari dei tempi dell'ex presidente Hugo Chavez, a un terzo secondo le ultime elezioni parlamentari e anche meno secondo i sondaggi recenti. Dovranno, quindi, eleggere i membri della nuova Assemblea costituente, per cui Il Psuv chavista ha candidato, fra gli altri, l'ex ministra degli Esteri defenestrata Delcy Rodriguez e la moglie di Maduro, Cilia Flores (nella foto a destra sono col velo in Iran)La base legale per la convocazione della Costiuente è l'articolo 347 della Costituzione del 1999 (approvata sotto il governo Chavez), che stabilisce che "il popolo venezuelano è il custode del potere costituente originale" e può nell'esercizio di tale potere convocare un'assemblea "con l'obbiettivo di trasformare lo Stato, creare un nuovo ordinamento giuridico e redarre una nuova Costituzione". L'articolo successivo dà al Presidente la potestà per procedere alla convocazione delle elezioni, sottolineando come il Capo dello Stato non potrà opporre alcuna obiezione al testo redatto dall'Assemblea. L'opposizione ribatte che in base all'articolo 347 Maduro non ha alcun potere unilaterale di convocare un'elezione priva del sostegno popolare. Per quel che riguarda le candidature, esistono alcuni vincoli come lo svolgimento di alcuni incarichi pubblici: per questo Maduro ha destituito alcuni ministri (formalmente per le elezioni ma praticamente per motivi politici) e giudici perché possano presentarsi e una volta eletti partecipare ai lavori della Costituente. L'Assemblea sarà formata da 545 membri, di cui 364 eletti per territorio e 173 per ambito sociale, ovvero: cinque imprenditori, otto contadini e pescatori, cinque disabili, 24 studenti, 79 operai, 24 rappresentanti dei consigli comunali e altri organismi locali e 28 pensionati. Inoltre vi saranno otto rappresentanti delle comunità indigene.

Le elezioni saranno basate sulla circoscrizione municipale, con un rappresentante per ciascun comune: vale a dire che un municipio di mille abitanti avrà lo stesso peso di una città, a danno dei grandi centri urbani (dove maggiore è l'appoggio di cui gode l'opposizione). Non è invece affatto chiaro quale sarà l'effettiva base elettorale: il governo ha parlato di voto "diretto e segreto", ma senza precisare che si tratti di un voto "universale": secondo fonti della Commissione elettorale tuttaia gli aventi diritto al voto saranno almeno 19 milioni, ovvero un dato equivalente alle ultime politiche del 2015. Inoltre, non è ancora stato stabilito se la Carta fondamentale sarà sottoposta a un referendum. Dal punto di vista dell'opposizione il fatto grave è che l'intero processo costituzionale viene sottratto al controllo del Parlamento - l'unica istituzione controllata dagli oppositori, sebbene di fatto inabilitata dalla Corte Suprema - e soprattutto non è chiaro quale ruolo la nuova Carta riserverebbe al Parlamento stesso, che rischia di vedersi svuotato di ogni potere a beneficio di altri organismi assembleari locali.

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