Russia esempio per mondo: toglie ai terroristi la cittadinanza

La Russia per legge toglie ai "terroristi" la cittadinanza. I deputati russi hanno approvato ieri un decreto che toglie il passaporto a chi si è macchiato di reati classificati come "terrorismo". La misura segue di pochi mesi l'attentato suicida di aprile nella metropolitana di San Pietroburgo.
La camera inferiore del Parlamento, la Duma ha approvato il disegno di legge in terza e finale lettura. Adesso passando attraverso il Senato, sarà sottoposto al presidente Vladimir Putin per la firma. E' stato lo stesso Putin (nella foto con l'attore americano Steven Seagal, da poco anche cittadino russoha chiedere al parlamento una legge di questo genere dopo l'attentato del 3 aprile nella sua città, da un terrorista che era nato in KirghizistanAkbarzhon Jalilov (nella foto a destra)ma che poi ha acquisito la cittadinanza russa. Il kamikaze e altre 15 vittime morirono nell'attacco. Putin ha detto che le autorità dovrebbero avere il potere di revocare i passaporti, citando un gran numero di casi di cittadini russi che si sono uniti all'Isis per combattere in Siria.

La nuova legislazione introduce un giuramento per coloro che prendono la cittadinanza russa: osservare le leggi e la costituzione ed "essere fedeli alla Russia, rispettare la sua cultura, la sua storia e le sue tradizioni". Coloro che sono stati condannati per reati di terrorismo, saranno trattati legalmente come se avessero giurato il falso. La nuova legislazione prevede anche un passaggio che rende più facile per gli ucraini acquisire la cittadinanza russa. Se firmata, la legge entrerà in vigore dal primo settembre 2018. 

L'esempio russo dovrebbe essere seguito da tutti i paesi del mondo. In Europa ci provo l'ex presidente francese Francois Hollande all'indomani del primo attentato in Francia di Parigi, ma un fronte interno alla sua maggioranza glielo impedì. La Francia, come anche il Belgio o la Gran Bretagna, è piena di cittadini musulmani perché figli o nipoti di africani che optarono per l'Europa dopo la fine delle colonie in Africa. L'espulsione è infatti possibile solo se trattasi di non cittadino di quel paese, come è possibile soprattutto in Italia (paese non colonialista) dove vi sono molti extracomunitari non cittadini italiani.

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