Porta solidale con deputati Venezuela: "Vittime di squadrismo fascista"

Se le violenze che funestano il Venezuela "dovessero continuare", l'Italia non si volterà "dall'altra parte né resteremo silenti" e non resterà in silenzio. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano, durante l'informativa urgente del governo ieri alla Camera sulla situazione nel Paese sudamericano in grave crisi politica ed economica. "Sono contento di poterlo dire in un'aula parlamentare che sento idealmente molto vicina a quella di Caracas", ha aggiunto il ministro da tempo in prima linea sulla questione. Proprio sul parlamenta venezuelano, Alfano ha rivelato che l'irruzione di alcuni estremisti chavisti nell'Assemblea nazionale, sono stati feriti anche "alcuni parlamentari di origine italiana (nella foto d'apertura Amerigo De Grazia, preso a calci fuori dell'aula, ndr) in contemporanea con le celebrazioni della Festa nazionale lo scorso luglioQuando un parlamento, il luogo delle scelte democratiche, viene violato con la violenza, io penso che non si possa rimanere indifferenti. Ai colleghi" deputati venezuelani "vorrei rinnovare, qui in quest'aula, tutta la mia solidarietà e vicinanza". In precedenza, il capo della diplomazia italiana aveva definito il Venezuela "un Paese lontano eppure a noi così vicino per due motivi: il primo è costituito dalle radici profonde e comuni che affratellano Italia e Venezuela, il secondo è rappresentato dagli oltre 150mila connazionali che lì vivono e ci chiedono aiuto". L'Italia, aveva in precedenza sottolineato il titolare della Farnesina, "vuole restare vicina al Venezuela, al popolo venezuelano e ai tanti connazionali che vi risiedono. Una vicinanza - e qui raccolgo un auspicio di questi connazionali - che spero possa essere condivisa dalla Rai e più in generale dai mezzi di informazione nazionali, cui chiedo il massimo dell'attenzione per questa crisi". Attenzione, ha aggiunto il minsitro, "che questo Parlamento non ha mai mancato di rivolgere al Venezuela e ai nostri connazionali residenti".

Alfano ha poi comunicato che l'Italia ha promosso "un coordinamento" con Spagna e Portogallo perché anche dall'Unione europea possa arrivare un "messaggio chiaro, forte e autorevole" al Venezuela, in preda a una grave crisi. Per la verità da Bruxelles è arrivato forte e chiaro e Federica Mogherini è stata pure aggredita dal presidente venezuelano Nicolas Maduro.

Il Venezuela "è ora a un bivio - ha ricordato Alfano - da una parte la strada verso la soluzione negoziata tra le parti, dall'altra la strada verso il caos. C'è un muro-contro-muro alimentato da una profonda sfiducia tra il governo e le opposizioni. Ma proprio per questo è necessario, ora più che mai, un grande e convinto sostegno dei Paesi amici per salvare il Venezuela dal baratro". 
Il Venezuela, ha avvertito Alfano, "attraversa una situazione sempre più difficile: le proteste di piazza durano ormai da tre mesi con un pesantissimo saldo in termini di vite umane, feriti e arrestati. Vi è il concreto rischio che le violenze possano degenerare a tal punto da sfuggire al controllo tanto del governo quanto dell'opposizione. Vi sono purtroppo già chiari segnali che si sta andando in questa direzione, penso all'attacco contro il Tribunale supremo dello scorso 27 giugno e all'irruzione nel Parlamento venezuelano precedentemente ricordata".

Governo e forze di opposizione, ha ammesso il ministro degli Esteri, "sono fermi sulle rispettive posizioni. Il governo continua a mantenersi intransigente sulla convocazione dell'Assemblea costituente prevista per il 30 luglio: pur rispettando i principi di sovranità e autodeterminazione, non abbiamo potuto fare a meno di rivelare le nostre perplessità per il sistema di voto previsto dalla Costituente. L'opposizione dal canto suo continua a richiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici, la fissazione di libere elezioni e soprattutto la sospensione dell'elezione della Costituente, forte del risultato del referendum popolare di domenica". 

Da Caracas Maduro ha detto che manterrà il suo progetto di Assemblea costituente malgrado le minacce sanzionatorie di Donald Trump"Niente potrà fermarlo, il progetto della Costituente prosegue. Oggi il popolo venezuelano è libero e risponderà in modo univoco di fronte all'insolente minaccia di un impero xenofobo e razzista", ha dichiarato il neo ministro degli Esteri del Venezuela, Samuel Moncada, alludendo a Washington. "Gli Stati Uniti non resteranno immobili mentre il Venezuela affonda. Se il regime Maduro impone la sua Assemblea costituente il 30 luglio, gli Stati Uniti adotteranno misure economiche forti e rapide", ha dichiarato Trump.

Fabio Porta, deputato del Pd eletto in Sudamerica e presidente del Comitato italiani nel mondo, ha replicato ad Alfano trasmendo la solidarietà ai colleghi venezuelani feriti nell'assalto da parte del parlamento italiano che "quasi un secolo fa ha sofferto l'onta e la vergogna di un analogo squadrismo di stampo fascista". Porta ha salutato Leopoldo Lopez Gil senior (applaudito dai deputati) - ieri in tribuna ad assistere ai lavori della Camera - padre del leader Leopoldo Lopez junior, il leader dell'opposizione venezuelana agli arresti domiciliari da pochi giorni dopo tre anni di carcere. Lopez senior era venuto già in Italia l'anno scorso (nella foto è il secondo da sinistra preceduto da Porta e seguito dalla venezuelana Vanessa Ledezma e il deputato Alessio Tacconi del Pd)

Fucsia Nissoli, deputata italo-americana approdata da pochi giorni a Forza Italia dai banchi della maggioranza, ha detto nel suo intervento che "è arrivato il momento che il governo si faccia carico di aprire un corridoio umanitario per gli italiani che vivono in Venezuela e di attivarsi con più efficacia diplomatica per l'avvio di un processo di normalizzazione. E' necessario agire con sapiente solerzia - ha aggiunto - per far cessare le violenze e avviare a una pacificazione sociale che porterebbe anche al benessere, in considerazione delle ricchezze naturali del Venezuela. Non si tratta di interferire con le questioni interne ma di promuovere la pace sociale e i diritti umani. Come possiamo lasciar morire i bambini per mancanza di medicinali in un Paese con il quale abbiamo un pezzo di storia in comune?".

Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d'Italia, ha ringraziato Alfano "per la decisione di rafforzare al massimo la presenza diplomatica e non diplomatica in Venezuela, a tutela degli interessi degli italiani. Ma la mia soddisfazione finisce qui perché sono molto deluso, non tanto e non solo, dell'azione del Governo, quanto e soprattutto,della reazione di questo Parlamento che, di fronte alla crisi venezuelana, non so se è sordo, ma sicuramente è vuoto... In questa Aula ho sentito parlare delle forze golpiste e degli Stati Uniti. Ho sentito di tutto, tranne che di chi ha arrestato in questi ultimi tre anni quattromila oppositori, tranne che di chi, dal 2013 ha dichiarato che si può sparare sulla folla se ci si raduna per protestare, o di chi ha rinviato il referendum che era previsto per gennaio, tranne che per chi ha fissato il colpo di Stato giudiziario per questo mese, tranne che per chi ha la complicità, incredibile, della asserita Corte Suprema di giustizia, che ha fatto 250 sentenze contro il Parlamento liberamente eletto e che non è a favore di questo Governo. Allora, meglio Donald Trump, che almeno ha detto che se Maduro imporrà l'Assemblea nazionale ci saranno sanzioni dure e immediate. Da parte nostra, vogliamo dire quale sarà la reazione dell'Italia, nel caso in cui si continuasse, non solo ad arrestare, imprigionare, perseguitare gli oppositori, ma anche a fare questo ulteriore passo di colpo di Stato? Io mi aspetto un'azione del Governo molto, molto più incisiva".

La Russa (nella foto a fianco è a destra con Alfano, un tempo amici di partito, il Pdl) si riferiva agli interventi di Sinistra Italiana, Articolo 1-Mdp e Movimento5Stelle che hanno in sintesi detto che nei rapporti col Venezuela l'Italia deve tener conto degli interessi economici (vantiamo molti crediti col Paese sudamericano ricco di petrolio), che le ingerenze nelle questioni di paesi sovrani non sono opportune e che bisogna mantenere equidistanza fra governo e opposizione. Il deputato ex An-Msi se l'è pure presa con Porta per la sua citazione allo squadrismo fascista del ventennio italiano guidato da Benito Mussolini, il "Duce" che da socialista inventò il fascismo. E il regime di Maduro, fondato dal defunto Hugo Chavez, ex militare golpista, ricorda infatti più il fascismo che il socialismo. 

 

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