Raul Castro: con Trump regresso nelle relazioni tra Usa e Cuba

L'apparente inasprimento di Washington verso L'Avana, deciso dal presidente Usa Donald Trump, ha determinato un "regresso" nelle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Cuba, ristabilite nel 2015 dopo mezzo secolo grazie all'ex presidente americano Barack Obama. Lo ha dichiarato il presidente cubano, Raul Castro"Gli annunci fatti dall'attuale presidente (...) hanno portato a un regresso nelle relazioni bilaterali", ha sottolineato Castro nel corso della chiusura di una sessione del parlamento cubano, trasmessa in differita dalla televisione di Stato.
Il presidente americano ha inasprito i toni nei confronti di Cuba a metà giugno, in Florida, di fronte a una platea di esilitati anti-castristi, cambiando così linea rispetto al riavvicinamento avviato dal suo predecessore Obama a fine 2014, mentre i rapporti tra i due Paesi erano bloccati dalla rivoluzione guidata da Fidel Castro del 1959. Il "Lider Maximo" è scomparso lo scorso novembre a 90 anni, proprio fra l'avvicendamento di presidenza fra Obama e Trump.

Secondo Raul Castro (nella foto con sua figlia Mariela, paladina delle battaglie a favore dei diritti degli omosessuali a Cuba, anche andando contro il padre), queste nuove misure corrispondono a un inasprimento dell'embargo contro Cuba, in vigore dal 1962, e sono impregnate di "una retorica vecchia e ostile propria della Guerra Fredda". Ha inoltre denunciato la "manipolazione" nei confronti di Cuba quando si tratta di diritti umani. "Cuba può essere orgogliosa dei successi ottenuti e non abbiamo lezioni da ricevere, né dagli Stati Uniti né da nessuno", ha sottolineato il presidente cubano durante questa sessione parlamentare a cui la stampa internazionale non ha avuto accesso.

Malgrado le critiche, Castro ha ribadito la disposizione a portare avanti un "dialogo rispettoso", la negoziazione dei dossier "bilaterali in corso, sulla base dell'ugugaglianza" e del "riconoscimento della sovranità e dell'indipendenza del nostro Paese". Cuba ha già manifestato il suo no alla nuova politica di Trump e anche il suo presidente prosegue in questa direzione, senza però superare i limiti con gli Stati Uniti.

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