Venezuela, Gentiloni e Rajoy scrivono a Maduro. Arrestato un italiano

Italia e Spagna hanno lanciato un appello al Governo venezuelano affinché riconsideri la sua decisione di indire un'Assemblea costituente che "divide il Paese invece di unirlo". E' quanto scrivono i premier italiano Paolo Gentiloni e spagnolo Mario Rajoy (nella foto d'apertura) in una lettera-appello congiunta al presidente del Venezuela Nicolas Maduro pubblicata dal quotidiano "Corriere della Sera".
"La Costituzione del 1999 prevede già i meccanismi utili a individuare una soluzione politica in grado di ricomporre i diversi interessi nel rispetto delle Istituzioni, delle leggi e della sovranità popolare - scrivono i due capi di governo - Chiediamo che Maduro e il suo governo non reprimano il dissenso, rispettino la separazione dei poteri e la legittimità democratica dell'Assemblea nazionale così come i diritti umani, incluso il diritto a manifestare pacificamente. E' tempo di definire una piattaforma negoziale che attivi una dinamica di riavvicinamento e di responsabilità comune tra le forze contrapposte" sottolineano osservando che "nel farlo non si potrà prescindere da quattro condizioni fondamentali per raggiungere un risultato efficace: rispetto dello stato di diritto, e in particolare dell'autonomia del Parlamento, rilascio dei detenuti politici, apertura di un canale umanitario a favore della popolazione venezuelana e adozione di un calendario elettorale chiaro e condiviso. L'Italia e la Spagna saranno al fianco del Venezuela in questo difficile percorso. Ma la responsabilità ultima sulla strada da intraprendere - concludono Gentiloni e Rajoy - spetta naturalmente al Governo del Venezuela. Alle sue scelte politiche - che la Storia verrà chiamata a giudicare - sono appesi il destino, i bisogni, le speranze e le paure di milioni di cittadini".

Intanto, si apprende che la crisi politica ed economica in Venezuela ha causato un netto aumento delle richieste di asilo in Spagna da parte di venezuelani, più numerose di quelle presentate dai siriani in fuga dalla guerra. E' quanto emerge da un rapporto della Commissione spagnola per l'assistenza ai rifugiati, secondo cui nel 2016 "le tre nazionalità che hanno presentato più domande sono Venezuela (3960), Siria (2975) e Ucraina (2570)". Si tratta di un incremento pari quasi al 600% rispetto al 2015, quando furono solo 596 i venezuelani a chiedere asilo. 

Ieri s'è appreso che l'italo-venezuelano Angel Faria Fiorentini (originario di Molfetta-Bari, nella foto a destra di tre anni fa in vacanza a Roma) è stato fermato il 12 giugno scorso dalle autorità venezuelane nell'area di Chachao, uno dei cinque comuni che compongono il Distretto metropolitano di Caracas, e si trova oggi in un posto di comando della Guardia nazionale (non in un carcere). Stando a quanto riferito dal Ministero degli Esteri italiano, il Consolato di Caracas è in costante contatto con le autorità locali e sta cercando di organizzare una visita. Il console è in contatto anche con la famiglia e il legale del connazionale. Al momento sono ancora da chiarire i reati che gli vengono contestati. Fiorentini è un paramedico e lunedì scorso si trovava a una manifestazione per prestare soccorso. Il fermo era stato denunciato sulla propria pagina Facebook dall'organizzazione Venerescate, che si occupa "di assistenza medica e umanitaria ed è composta da medici, paramedici e soccorritori". In un post, l'organizzazione definisce Fiorentini "un nostro compagno", esprimendo preoccupazione per l'arresto che secondo l'organizzazione è "terrorismo, tentato omicidio e altro".

 

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=