Trump rivede disgelo con Cuba: sì a turismo ma niente soldi a esercito di Castro

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncerà oggi il suo piano per le relazioni con Cuba, continuando l'opera dell'era di Barack Obama (ripristino delle relazioni diplomatiche e attenuazione notevole dell'embargo che dura dal 1962), ma senza quella svolta radicale nei confronti dell'Avana promessa in campagna elettorale. Secondo fonti governative, il presidente Usa, con un discorso a Miami, in Florida (dove vivono tanti cubani andati via dopo la Rivoluzione castrista del 1959 e anche negli anni a seguire), ufficializzerà l'intenzione di vietare le transazioni con qualsiasi ente controllato dall'esercito cubano (presenza costante nel settore del turismo) e ordinerà un più stretto controllo dei limiti vigenti ai viaggi verso Cuba.
Un dietrofront parziale rispetto alla linea del grande disgelo perseguita da Obama, che non riguarderà il ripristino delle relazioni diplomatiche con l'Avana, ma Trump vuole inviare chiari segnali alla sua base anti-castrista che in Florida ha contribuito ampiamente alla sua elezione (come è avvenuto sempre in passato per i candidati repubblicani) e comunque vuole distanziarsi dal suo precedessore.
Difficile misurare l'impatto preciso delle restrizioni ai viaggi che Trump vuole riportare all'ordine del giorno. Il settore turistico a Cuba è in pieno boom, circa 300mila americani hanno visitato l'isola solo nei primi cinque mesi del 2017, più di tutto il 2016 (che già aveva segnato un +75% rispetto al 2015).
Sul piano economico, Trump tra poche ore annuncerà il bando di qualsiasi transazione con il potente Gruppo d'amminsitrazione d'impresa (Gaesa, holding statale controllata dall'esercito cubano). I voli commerciali e le crociere verso Cuba dovrebbero però restare fuori dalla revisione dei rapporti voluta da Trump che come imprenditore tentò anni fa di violare in segreto l'embargo Usa verso l'isola comunista. La maggioranza degli americani è contraria all'embargo, vuole andare in vacanza nell'isola un tempo "proibita" (dove ci andavano di nascosto via Messico o Canada che non hanno mai rispettato l'embargo), vero paradiso caraibico a pochi passi anche in termini di sicurezza. Cuba ha 11 milioni di abitanti e quattro milioni di turisti nel 2016 (prima voce del bilancio statale). Ancora oggi il primo paese per presenze turistiche a Cuba è il Canada, seguito dagli Stati Uniti e dai paesi europei come Spagna, Italia, Germania e Gran Bretagna. Ma la presenza canadese è destinata a scendere: pare che il boom turistico del Paese nordamericano fosse dovuta proprio all'assenza degli statunitensi.

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