Venezuela, Maduro fa la vittima: "Siamo gli ebrei del 21mo secolo"

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha dichiarato che "i chavisti" sono "gli ebrei del 21mo secolo" e - in un intervento trasmesso dalla tv di Stato - ha denunciato "l'escalation fascista" contro i sostenitori e i parenti dei funzionari governativi. "Siamo i nuovi ebrei del 21mo secolo, coloro che Adolf Hitler perseguì, questo siamo, non portiamo la stella di David qui, abbiamo il cuore rosso con voglia di lottare e picchiare per la dignità umana, e sconfiggeremo questi nazisti del 21mo secolo, questi fascisti. Ritengo responsabile - ha poi proseguito il presidente chavista -  Julio Borges (nella foto è a destra con Maduro, ndr),leader e capo del Bureau della Unità democratica per tutti gli abusi, tutta la violenza, tutta l'insurrezione armata, tutto l'odio fascista, tutta la persecuzione e divisione che stanno generando a livello nazionale e in alcuni posti del mondo contro i venezuelani del bene, i venezuelani della pace".
Maduro si riferisce alle proteste di massa, dette "escraches", contro i funzionari o ex-funzionari del chavismo e i loro familiari, che dal primo di aprile hanno fatto registrare 42 morti in atti di violenza che governo e manifestanti attribuiscono l'uno all'altro. Ieri sono, infatti, morte altre due persone un 17enne e un 33enne, facendo salire a 42 il totale degli ammazzati per gli scontri in corso da aprile. Entrambi i manifestanti sono morti in seguito alle ferite d'arma da fuoco, dopo gli scontri con la polizia. L'opposizione, invece. denuncia che i morti sono tutti da una parte, quella di chi protesta, e, quindi, le vittime di questa oppressione sono gli oppositori e non i chavisti, come sostiene Maduro.

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