Venezuela, Papa insiste su dialogo e si espone ad attacchi politici

Il dialogo è impossibile fra governo e opposizione in Venezuela perché non c'è reciproco riconoscimento. Eppure Papa Francesco continua a invocarlo, a costo di subire feroci critiche che giungono da ambienti di centro-destra, dentro e fuori il Venezuela. Sotto accusa le mediazioni sia della Chiesa sia dei paesi coinvolti, che sono fallite proprio perché impossibili in un Paese che deve andare a elezioni anticipate subito ma che il presidente Nicolas Maduro non vuole perché sa di perderle e di brutto pure. Insistere sulle mediazioni espone quindi chi le tenta a essere bollato di essere vicino al chavismo, soprattutto se si è socialisti come l'ex premier spagnolo Josè Luis Zapatero (nella foto sotto con Maduro). Meglio ritirarsi: la questione venezuelana non può che essere risolta dai venezuelani, che sono scesi finalmente e seriamente in piazza, anche se questo significa morti. Tanti morti: sono saliti a 38. Fa parte delle rivoluzioni e delle contro-rivoluzioni (come nel caso di quella "bolivariana"). 

"Sono convinto che i gravi problemi del Venezuela si possono risolvere se c'è la volontà di costruire ponti, di dialogare seriamente e di portare a termine gli accordi raggiunti". E' l'invito che Francesco (nella foto d'apertura col leader dell'opposizione Henrique Capriles) ha rivolto ai vescovi del Venezuela in un messaggio inviato il 5 maggio scorso ma reso noto poche ore fa dalla Conferenza episcopale venezuelana. "Vi assicuro che sto seguendo con grande preoccupazione la situazione dell'amato popolo venezuelano dinanzi ai grandi problemi che affronta e che sento profondo dolore per gli scontri e la violenza di questi giorni, che hanno provocato numerosi morti e feriti, che non aiutano a risolvere i problemi ma provocano solo ulteriore sofferenza e dolore - scrive Jorge Mario Bergoglio, primo papa latinoamericano - So che con la situazione del vostro popolo, insieme ai sacerdoti, i consacrati e le consacrate, i fedeli laici condividono la situazione del popolo, state soffrendo per la mancanza di cibo e medicine, e che alcuni hanno subito attacchi personali e atti violenti nelle vostre Chiese. Desidero manifestare la mia solidarietà con ciascuno di voi e ringraziarvi per la vicinanza al gregge che vi è stato affidato specialmente i più poveri e bisognosi, così come e vostre iniziative per promuovere la solidarietà e la generosità tra venezuelani".

Il Papa elogia i vescovi per "i continui appelli a evitare qualunque forma di violenza, a rispettare i diritti dei cittadini e difendere e promuovere la dignità umana e i diritti fondamentali e, come voi, convinto che i gravi problemi del Venezuela si possono risolvere se c'è la volontà di costruire ponti, di dialogare seriamente e di portare a termine gli accordi raggiunti. Vi esorto a continuare a fare tutto il necessario per rendere possibile questo difficile cammino".

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