Venezuela, i morti saliti a 21. Maduro ora vuole elezioni e ripresa dialogo

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Sale a 21 il bilancio dei morti in seguito alle manifestazioni in Venezuela. Una donna di 47 anni è morta ieri: Almelina Carrillo, colpita da una bottiglia di vetro lanciata da un edificio durante una marcia nella capitale Caracas, aveva riportato gravi ferite alla testa ed è deceduta in ospedale. Dall'inizio di aprile Caracas è teatro quasi quotidianamente di proteste contro il presidente Nicola Maduro, che l'opposizione considera responsabile del tracollo dell'economia del Paese, sfociato in penuria dei beni di prima necessità per la popolazione. 

Maduro vista la gravità della situazione, ha chiesto che riprendano i negoziati con l'opposizione e ha inoltre detto di volere che le elezioni locali si svolgano regolarmente. Dichiarazioni che arrivano mentre un'altra grande manifestazione è stata programmata per oggi dopo tre settimane di aspre proteste nel Paese sudamericano. I manifestanti hanno chiesto che le elezioni presidenziali previste il prossimo anno siano organizzate come previsto e che Maduro rassegni le dimissioni.

I negoziati dello scorso anno tra opposizione e governo sono naufragati quando l'opposizione ha accusato il presidente chavista d'infrangere gli accordi e di strumentalizzare i negoziati per prendere tempo. Parlando durante il suo intervento televisivo domenicale, Maduro ha detto sì all'idea di elezioni per i sindaci e i governatori dello stato ma non ha menzionato un voto a livello presidenziale.

"Elezioni - sì, voglio elezioni adesso - ha affermato - Questo è ciò che ho detto da capo dello Stato e da capo del governo". Le elezioni per i governatori dello stato si sarebbero dovute svolgere lo scorso dicembre, quelle per i sindaci sono programmate quest'anno.

Sabato ci sono stati cortei silenziosi in tutto il Venezuela mentre i manifestanti, vestiti di bianco, hanno reso omaggio alle vittime - almeno 21, secondo l'ultimo bilancio - delle recenti manifestazioni. Gli attivisti per i diritti umani hanno detto che oltre mille persone sono state arrestate nei recenti disordini e più di 700 sono ancora detenute. In prima linea fra i manifestanti anche tanti italliani come (nella foto d'apertura col megafono) Astrid Silvestri, pescarese che vive a Puerto la Cruz, dove è militante del partito Volundad Popular di Leopoldo Lopez, detenuto politico leader del movimento che fa parte dell'Internazionale Socialista ma si oppone al Psuv di Maduro. L'opposizione accusa il governo chavista per una grave crisi economica che ha lasciato il Paese senza cibo, farmaci e generi di prima necessità.

 

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