Venezuela, proseguono scontri violenti. Appelli di Onu, Ue e governo italiano

Sono proseguiti ieri i violenti scontri in Venezuela fra la polizia e i manifestanti nel corso di imponenti dimostrazioni, soprattutto a Caracas, contro il governo del presidente Nicolas Maduro. Una protesta che segue quella del giorno precedente in cui sono morte tre persone e ci sono stati una trentina di arresti. Johnny Margiotta, del Comites e Cram Regione Abruzzo, denuncia su Facebook che i morti sono saliti a sei. Alcuni manifestanti hanno lanciato pietre contro gli agenti, che hanno risposto con lacrimogeni e proiettili di gomma. Nonostante la grave crisi economica che sta attraversando il Paese sudamericano, Maduro resiste alla guida del governo e ai tentativi dell'opposizione di organizzare il referendum revocatorio" per spodestarlo, come prevede la Costituzione.

Tutti gli organismi internazionai manifestano in queste ore preoccupazione per il popolo venezuelano, fra cui ci sono anche tanti italiani. "Seguo con forte preoccupazione l`evolversi delle manifestazioni in atto ed esprimo la più ferma condanna per le violenze dei giorni scorsi - ha detto il nostro ministro degli Esteri Angelino Alfano - Ribadisco che la violenza non può essere una risposta alle legittime istanze della popolazione e che la libertà di manifestare pacificamente le proprie opinioni rappresenta un diritto inalienabile di ogni individuo. La crisi in Venezuela va risolta nel rispetto dei diritti umani - ivi inclusi i diritti civili e politici dell`opposizione - e delle istituzioni democratiche, nel contesto della separazione fra i poteri dello Stato, concordando un calendario elettorale che consenta al popolo di pronunciarsi per superare l`attuale, critica fase di stallo. Condividiamo le posizioni espresse in tal senso dall`Unione europea e continuiamo a sostenere l`impegno della Santa Sede per favorire il dialogo, convinti che la comunità internazionale debba dimostrarsi unita nel richiedere al Governo venezuelano di agire con equilibrio e senso di responsabilità"L'Ue ha infatti invocato la calma dopo le vittime "veramente deplorevoli" che ci sono state durante le proteste contro il governo della nazione più ricca di petrolio delle Americhe eppure colpita da una crisi economica e sociale senza precedenti. "Chiediamo a tutti i venezuelani di unirsi per una de-escalation della situazione e per trovare soluzioni democratiche all'interno di un quadro costituzionale", ha detto la portavoce europea degli Esteri, Nabila Massrali, all'agenzia di stampa France Presse.

Tornando in Italia anche il Movimento5Stelle, ufficialmente vicino al Psuv chavista di Maduro ha trasmesso in una nota la sua preoccupazione: "L'uccisione della ragazza a San Cristobal con un colpo di pistola alla testa è un fatto gravissimo - avevano scritto ieri i deputati grillini della Commissione Esteri - In queste ore, nel bel mezzo delle manifestazioni di piazza e mentre nel bilancio provvisorio sembrano contarsi altri due morti e decine di feriti, il governo e le opposizioni si accusano a vicenda. Ma l'unica, triste, verità, è che la sola vittima di questo caos è il popolo venezuelano. Il nostro è un appello ad ambe le parti, affinché si cessi ogni violenza e sia riaperta invece la strada del dialogo, pacifico e trasparente. Il nostro pensiero va infine ai nostri connazionali residenti nel Paese e alle difficoltà che stanno attraversando in questo momento".

Ma la pace fra chavisti e oppositori è impossibile perché i primi non vogliono mollare il potere nonostante la crisi e i secondi non vogliono trovare accordi con i responsabili di 18 anni di politiche sbagliate che hanno portato il Venezuela al 700% d'inflazione, a dover importare persino il petrolio e a non avere più nemmeno beni di prima necessità nei supermercati e medicinali. Senza considerare la chiusura di tante fabbriche costrette allo stop non per fallimento ma per impossibilità a poter importare le materie prime per la produzione.

L'Onu, col segretario generale Antonio Guterres, ha rivolto un appello a tutte le parti coinvolte nelle tensioni in Venezuela a prendere le contromisure necessarie per impedire nuovi scontri e favorire la ripresa del dialogo. "Chiediamo siano adottati gesti concreti da tutte le parti per ridurre le divisioni e creare le condizioni necessarie per far fronte alle sfide del Paese per il bene del popolo venezuelano. Noi siamo preoccupati dagli ultimi sviluppi e chiediamo che siano fatti tutti gli sforzi per ridurre le tensioni e impedire nuovi scontri. Rivolgiamo un appello al governo del Venezuela e all'opposizione a impegnarsi sinceramente per rilanciare gli sforzi del dialogo, in particolare intorno alle questioni essenziali che era stato già deciso di affrontare, come l'equilibrio tra i settori del potere, il calendario elettorale, i diritti umani, la verità e la giustizia oltre che la situazione socioeconomica".

Il governo chavista ha denunciato che nel caos bande armate hanno assalito un ospedale dove erano ospitati 54 bambini, ha detto il ministro degli Esteri Delcy Rodriguez (nella foto d'archivio a destra con Guterres) che ha puntato il dito verso gli oppositori. "Denuncio di fronte alla comunità internazionale che bande armate ingaggiate dall'opposizione hanno attaccato il reparto maternità di un ospedale con 54 bambini", ha scritto la Rodriguez su Twitter, sottolineando che Maduro ha ordinato l'evacuazione dell'ospedale senza precisarne la posizione.

 

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