Venezuela, Tribunale Supremo ribadisce che atti parlamento sono nulli

Il Tribunale supremo di Giustizia del Venezuela (un'alta Corte che racchiude quelle Costituzionale, di Cassazione e Consiglio di Stato italiane) ha stimato ieri che il Parlamento, dominato dall'opposizione, si è posto in una posizione di "rifiuto dell'autorità" e che tutte le sue decisioni sono pertanto da considerare nulle e non valide. "Con l'entrata in funzione dell'Assemblea nazionale con la sua sessione del 5 gennaio e la nomina di un nuovo team dirigenziale, il potere legislativo si è messo in una situazione di rifiuto delle autorità, e tutte le decisioni prese dal Parlamento da quel giorno sono nulle", ha reso noto il Tribunale (nella foto riunito, con la presenza del capo di Stato Nicolas Maduro) con un comunicato stampa.
Tra queste decisioni il Tribunale ha citato espressamente il voto del 9 gennaio con cui i parlamentari venezuelani hanno condannato Maduro per "essere venuto meno ai doveri" presidenziali. L'11 gennaio 2016 - dopo appena un mese dalle elezioni in cui ha vinto l'opposizione Mud che ha conquistato due terzi del parlamento di Caracas - il Tribunale supremo aveva già dichiarato nulle tutte le decisioni del Parlamento, dopo l'investimento di tre deputati in rappresentanza della minoranza etnica indios, malgrado i sospetti sulla regolarità della loro elezione.

Non è più un mistero per nessuno nemmeno all'estero che tutti gli organi di controllo, giustizia compresa, del Venezuela siano condizionati o controllati dal partito chavista al potere dal 1999 (il Psuv fondato dal defunto Hugo Chavez). Un'evoluzione resa possibile dal fatto che la Cosittuzione venezuelana ha sempre fatto acqua da tutte le parti e Chavez l'ha riformata a suo piacere.

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