Venezuela, Maduro aumenta salario del 50% e libera detenuti politici

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha innalzato il salario minimo e le pensioni del 50% in un Paese dove però l'inflazione ha sfiorato il 700% nel 2016 e si prevede toccherà il 1600% quest'anno. "Per il nuovo anno ho deciso di innalzare il salario minimo - ha annunciato il presidente in un discorso televisivo. Questo diventerà di 40mila bolivares, circa 60 dollari al tasso ufficiale Dicom di cambio, ma circa 12 dollari sul mercato nero. Ne beneficeranno i dipendenti pubblici, le forze armate e i pensionati, oltre a un bonus cibo di circa 93 dollari. Secondo i dati del Fondo monetario internazionale l'inflazione reale ha raggiunto il 475% nel 2016 in Venezuela, al terzo anno consecutivo di recessione. Un recente sondaggio dell'istituto Datanalisis circa l'80% della popolazione venezuelana disapprova la leadership di Maduro. A settembre 2016 era al 68%.

Altro segnale positivo, grazie alle pressioni internazionali e il Vaticano - è sul fronte detenuti politici: Maduro ha scarcerato nei giorni scorsi l'ex candidato alla presidenza, Manuel Rosales (arrestato nel 2015), un direttore di giornale e cinque studenti. La liberazione dei sette detenuti è stata attribuita da Alfredo Romero, direttore dell'ong Foro Penal, all'iniziativa del nunzio apostolico di Caracas, monsignor Aldo Giordano, e dell'ambasciata spagnola, secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo "El Mundo".

"Informo il popolo del Venezuela che sono stato rilasciato insieme ad altri prigionieri politici", ha scritto su Twitter Rosales, l'ex governatore dello Stato di Zulia che aveva sfidato Hugo Chavez alle elezioni presidenziali del 2006 ed era stato arrestato al suo rientro dall'esilio nell'ottobre del 2015 e dallo scorso ottobre era ai domiciliari. Gli altri prigionieri rilasciati erano stati arrestati durante le proteste del 2014 contro Maduro. Dopo il loro rilascio sono 103 i prigionieri politici ancora in cella, ha precisato Romero, fra cui spicca Leopoldo Lopez (nella foto a sinistra d'apertura, dietro le sbarre così come Rosales nella foto a destra), leader del partito socialdemocrativo Voluntad Popular, aderente al'Internazionale Socialista che ne chiede pure la liberazione. Nonostante le manifestazioni della moglie italo-venezuelana Lilian Tintori persino in Vaticano, dove pure si recò Leopolodo Lopez senior, Lopez junior rimane in carcere nonostante abbia fatto ciò che in piazza farebbe qualsiasi leader di opposizione in un paese democratico. Secondo molti, il leader di Voluntad Popular sarà il prossimo candidato alla presidenza del Paese.

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