Abruzzo, cannabis a scopo terapeutico, Governo non impugna ma precisa

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla legge regionale abruzzese n.4 del 4 gennaio 2014 sull'uso della cannabis a scopo terapeutico. L'Abruzzo diventa così la settima regione a varare una legge di questo tipo: prima la Toscana, poi la Liguria (legge, però, impugnata dal governo Monti), Marche, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Veneto (anche in questo caso il governo Monti aveva impugnato la normativa).

"Questa è una vittoria del buon senso perché già il Ministero della Salute aveva autorizzato l'uso terapeutico, e l'Abruzzo diventa capofila perché lo ha disciplinato - ha affermato Maurizio Acerbo (Prc), il consigliere regionale che ha presentato la legge per l'Abruzzo. La norma prevede che i medicinali cannabinoidi possano essere prescritti, con oneri a carico del sistema sanitario regionale, da medici generici, sulla base di un piano terapeutico redatto dal medico specialista. "Affidare anche ai medici di base la prescrizione dei cannabinoidi per le cure terapeutiche, è una scelta strategica di questa legge" ha aggiunto Acerbo. Il rinnovo della prescrizione è in ogni caso subordinato a una valutazione positiva di efficacia e sicurezza da parte del medico prescrittore, valutata la variabilità individuale della risposta al trattamento. I medicinali, dice il testo, sono acquistati dalla farmacia dell’ospedale o dell’azienda sanitaria a cui appartiene l’assistito e sono a carico del Servizio sanitario nazionale quando l’inizio del trattamento avviene nelle strutture di cura, anche nel caso in cui la terapia prosegua a domicilio dopo la dimissione. "Il nostro è un testo molto avanzato - prosegue Acerbo - e il riconoscimento del governo Renzi è positivo perché durante i lavori è venuto fuori un giudizio unanime sulla possibilità di rendere accessibile la cannabis terapeutica". Di una "prima buona notizia circa il diritto di cura" parla Daniele Farina, capogruppo Sel in Commissione Giustizia, relatore delle proposte di legge di modifica del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e primo firmatario della proposta di legge sulla regolamentazione della coltivazione domestica della cannabis. Farina è famoso anche per essersi tempo fa acceso uno spinello nell'area fumatori di Montecitorio. Giudizio positivo anche da parte del senatore Carlo Giovanardi dell'Ncd, che ha affermato: "Ha fatto bene l’esecutivo a non impugnarla, è una legge in sintonia con la legislazione nazionale". La legge abruzzese prevede inoltre che la Giunta regionale possa stabilire convenzioni con centri attrezzati per la produzione e la preparazione dei farmaci. La norma del Consiglio regionale abruzzese è stata promossa nel 2011 dai consiglieri Acerbo e Antonio Saia (del Pdci, medico, a sinistra della foto con Acerbo), sottoscritto anche dai consiglieri dell'allora Pdl Ricardo Chiavaroli (ex radicale) e Walter Di Bastiano (medico). Sono nove gli articoli della legge. Il testo del provvedimento disciplina sia gli ambiti di applicazione che le modalità di somministrazione e stabilisce regole per la verifica, attraverso periodici monitoraggi, dell'applicazione delle disposizioni. In merito alla legge, Beatrice Lorenzin (Ncd), ministro della Salute, ha precisato che "la cannabis è utilizzabile, al pari degli oppiacei, per motivi farmacologici e terapeutici in Italia. Questa viene utilizzata come una notizia da chi vuole la depenalizzazione dell'uso di queste sostanze, a cui io sono assolutamente contraria. Noi dobbiamo combattere un grande nemico nel nostro Paese che è la droga e la normalizzazione dell'uso della droga, che fa passare come normale drogarsi. Ai giovani bisogna dare messaggi chiari, netti e bisogna farlo senza la possibilità di invocare qualche errore o trovare giustificazioni. Drogarsi fa male, avvelena l'anima, uccide il corpo e le prospettive di vita. Non c'è distinzione in questo - ha concluso - tra droghe leggere e pesanti". Di tutta risposta, Acerbo ha asserito che "le dichiarazioni della Lorenzin fanno cadere le braccia a chi sperava in una svolta sulla cannabis. La Lorenzin, invece di fare comizi proibizionisti, garantisca l'accesso alla cannabis terapeutica in tutto il territorio nazionale. In Italia la possibilità dell'uso terapeutico di fatto è negata o troppo costosa e la produzione quasi inesistente, tanto che bisogna importarli a caro prezzo". (Noemi Trivellone)

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=