Usa, Nyt: "Cambiare legge elettorale, presidente eletto dal popolo"

Il quotidiano "New York Times" ha chiesto in un editoriale di mettere fine al Collegio elettorale, ovvero al meccanismo che rende indiretta l'elezione del presidente degli Stati Uniti. "La stragrande maggioranza degli americani preferirebbe eleggere il presidente tramite il voto popolare", ovvero portando alla Casa Bianca "la persona che ottiene più voti", come succede "per qualsiasi altra carica eletta".
Ieri, i "grandi elettori" hanno messo il sigillo sulla vittoria di Donald Trump contro Hillary Clinton, nonostante la candidata democratica abbia ottenuto quasi tre milioni di voti in più. "Sì, Trump ha vinto secondo le regole, ma le regole dovrebbe cambiare in modo che le elezioni presidenziali riflettano la volontà degli americani e promuovano una democrazia più partecipativa".
Il "New York Times" ha definito il Collegio elettorale un "simbolo vivente del peccato originale americano", perché "quando c'era la schiavitù, il voto diretto popolare avrebbe svantaggiato gli Stati del Sud, vista la loro larga popolazione priva di diritti". Contando ogni schiavo "come i tre quinti di una persona bianca, sono stati dati agli Stati con la schiavitù più voti elettorali".
Il famoso 'Compromesso dei tre quinti' tutelò gli interessi degli schiavisti, visto che videro aumentare la propria rappresentanza in Congresso grazie all'inserimento, nel conteggio della popolazione, anche degli schiavi, che non avevano però il diritto di votare; il numero di seggi alla Camera era (ed è) assegnato agli Stati in base alla popolazione.

In una rara foto dell'epoca, l'ex presidente degli Usa Abraham Lincoln (al centro), che abolì nel 1865 la schiavitù negli Stati Uniti. Nonostante ciò, ricorda il Nyt, la norma costituzionale elettorale è rimasta la stessa sino ad oggi dal 1789.

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