Dittatura Argentina, Usa declassificano documenti su abusi

Il governo americano ha declassificato ieri un nuovo fascicolo di documenti sulle violazioni dei diritti umani durante la dittatura in Argentina tra il 1975 e il 1984, in particolare nel contesto dell'Operazione "Condor". La divulgazione di circa 500 nuovi documenti da parte della Casa Bianca fa seguito all'impegno del presidente Barack Obama, assunto durante la visita nel marzo 2016 (subito dopo quella storica a Cuba), di aiutare Buenos Aires ad assicurare alla giustizia i responsabili di violazioni dei diritti umani sotto la dittatura.
Nel 2002, quattromila documenti erano già stati declassificati, e lo scorso agosto il segretario di Stato John Kerry aveva comunicato al presidente argentino Mauricio Macri (nella foto a fianco è a destra di Obama) un fascicolo di mille nuovi documenti. Per la prima volta quest'anno, gli Stati Uniti hanno rivelato segreti provenienti da fonti militari e dei servizi di intelligence. L'insieme di questi documenti è disponibile sul sito www.icontherecord.tumblr.com, ha precisato la Casa Bianca in un comunicato.
"Questi nuovi documenti declassificati sono la prova della determinazione degli Stati Uniti a promuovere la giustizia e la riconciliazione in Argentina, a sottolineare l'importanza della trasparenza e il nostro impegno comune per i diritti umani", è stato spiegato nel comunicato Usa.

"Operazione condor" fu il nome dato dai servizi segreti statunitensi (la Cia) e l'amministrazione dell'allora presidente Usa Richard Nixon, ad una massiccia operazione di politica estera statunitense, che ebbe luogo negli anni 70, in alcuni stati del Centro e Sudamerica, volta a tutelare l'establishment in quegli stati dove l'influenza socialista e comunista era ritenuta troppo potente, nonché a reprimere le varie opposizioni ai governi partecipi dell'iniziativa. Nel 1993 sono stati desecretati documenti sulla connivenza di Nixon e l'allora segretario di Stato Henry Kissinger (nella foto d'apertura è a sinistra con l'ex dittatore argentino Jorge Videla). Le procedure per mettere in atto questi piani furono di volta in volta diverse, tutte però ebbero in comune il ricorso sistematico alla tortura e all'omicidio degli oppositori politici (i tristemente noti "desaparecidos" argentini e cileni). Spesso ambasciatori, politici o dissidenti rifugiati all'estero furono assassinati anche oltre i confini dell'America latina. Alcune fra le nazioni coinvolte furono, oltre l'Argentina e il Cile, Bolivia, Brasile, Perù, Paraguay e Uruguay, tutti paesi dove salirono al potere dittature militari con colpi di stato sostenuti, appunto, dagli Usa.

 

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=