Usa, Obama incontra Trump e consola Clinton che vince nel voto popolare

"Ho invitato Donald Trump per parlare, per una transizione di successo. Abbiamo grandi differenze, ma anche otto anni fa c'erano con George Bush, ma ci fu una transizione positiva, il suo team fu molto professionale. Il mio dovrà fare la stessa cosa per una transizione di successo. Vogliamo essere uniti, la transizione pacifica del potere è una pietra miliare di questo Paese". A dirlo è stato il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, a commento della vittoria di Trump, che sarà il 45mo presidente degli Stati Uniti, a partire da gennaio 2017. Poi, Obama ha ricordato: "Siamo una squadra sola, siamo americani prima di essere repubblicani o democratici, siamo patrioti. Colpito dalle parole di Trump, che ha fatto riferimento a questo. Spero che manterrà questo spirito".

"Ho parlato anche con Hillary Clinton - ha aggiunto Obama - non potrei essere più orgoglioso di lei, ha avuto una carriera fantastica, non avrei potuto avere un segretario di Stato migliore. La sua nomina è stata storica, ha mandato un messaggio a tutte le ragazze del Paese".

La candidata democratica sconfitta dai "grandi elettori" che decidono il capo della Casa Bianca ha molto di che rammaricarsi: il voto popolare, quello assoluto degli elettori, è infatti di poco a suo favore. Trump ha conquistato 28 Stati e 279 grandi elettori, oltre la maggioranza necessaria per diventare presidente degli Stati Uniti che, contrariamente a ciò che pensa e si ripete, è tuttaltro che una "grande democrazia". Gli elettori statunitensi non eleggono, infatti, direttamente il presidente, ma i 538 grandi elettori, divisi tra i 50 Stati (più il Distretto della Columbia) in base alla popolazione: il candidato presidenziale che vince in uno Stato ottiene la totalità dei suoi grandi elettori (tranne che nel Maine e in Nebraska), che poi eleggeranno il presidente. La candidata Clinton ha conquistato 20 Stati e il Distretto di Columbia, con i loro 228 grandi elettori. Nel voto popolare, al momento, c'è un leggero vantaggio di Clinton, che ha ottenuto 59.814.018 voti, contro i 59.611.678 di Trump.

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