Venezuela, Vaticano insiste: "Aprire spazi di dialogo, unica soluzione"

"Stiamo, tutti, creando spazi per un processo di dialogo? Tutto ciò vale la pena? Ascoltando le dichiarazioni dopo gli incontri della settimana scorsa possiamo dire che da un lato vi sono molte persone che considera il cammino del dialogo come l'unica via possibile da percorrere e la comunità internazionale ha espresso il suo consenso quasi un modo unanime a fin di sostenere il dialogo come l'unico cammino per il Venezuela". Lo scrive monsignor Claudio Maria Celliinviato di Papa Francesco nel processo di dialogo che si è aperto in Venezuela tra il governo del presidente Nicolas Maduro (nella foto col Papa) e i partiti dell'opposizione, fra non poche prevedibili difficoltàCelli, presidente emerito del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, dissolto con il processo di riforma della Curia romana, è un diplomatico con una lunga esperienza in America latina e su dossier delicati come la Cina. L'arcivescovo agisce in Venezuela in coordinamento con il nunzio apostolico a Caracas, monsignor Aldo Giordano, e con il nunzio apostolico in Argentina, monsignor Emil Paul Tscherrig, che ha gestito per la Santa Sede i contatti iniziali per convocare il tavolo di dialogo. Il 30 ottobre, riporta il sito "Il Sismografo", Celli è giunto a Caracas dove ha incontrato Maduro, i partiti di opposizione, i vescovi e il nunzio.  

Ieri il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha detto che in questo momento in Venezuela manca "dialogo" e "fiducia" tra il governo e opposizioni. Per questo la mediazione vaticana sta lavorando proprio a partire dal "dialogo". Anche se "molti non credono che si possano avere delle soluzioni" attraverso il metodo del Papa latinoamericano, "noi speriamo di sì. Quello che il Papa sta facendo - ha spiegato Parolin a margine di un convegno a Bologna - è aiutare, nella misura che è possibile, a superare la crisi che sta vivendo il Venezuela, una crisi politica, sociale ed economica. Con il metodo tipico del Papa e della diplomazia vaticana che è quello del dialogo Molti non credono che si possano avere delle soluzioni con questo tipo di metodo e dialogo, noi speriamo di sì soprattutto se si riesce a creare un'atmosfera di maggior fiducia e di maggior accettazione delle parti. Forse quello che manca in Venezuela, in questo esercizio di dialogo, è un clima in cui le parti cominciano a fidarsi l'una dell'altra". Parole quelle di Parolin (nella foto a destra durante l'incontro con i ragazzi venezuelani alla Tendopoli 2016 al Santuario di San Gabriele, nel Teramano) che non tengono conto dell'infinita distanza, non più colmabile, fra le due fazioni: quella di governo, ormai non più popolare, colpevole di aver portato il Paese in una crisi e violenza senza precedenti; quella dell'opposizione, che, forte dei risultati elettorali parlamentari e dei sondaggi, vuol far decadere Maduro col Referendum revocatorio prima delle scadenza del 2018 perché sicura di vincere e poter governare per fare uscire il Venezuela dalla miseria in cui è piombato dopo essere stato per anni l'Eldorado anche e soprattutto per tanti italiani ed europei.

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