Venezuela, Maduro grazie al Cne fa rinviare al 2017 anche elezioni regionali

Le autorità del Venezuela hanno annunciato il rinvio al 2017 delle elezioni regionali in programma a dicembre. "Le elezioni regionali si terranno entro la fine del primo semestre del 2017", ha detto alla tv di Stato il presidente del Consiglio nazionale elettorale, Tibisay Lucena, senza spiegare le ragioni di tale decisione. Le elezioni amministrative si terranno, invece, come previsto "nel secondo semestre del 2017", ha aggiunto la Lucena, accusata dall'opposizione di non essere super-partes ma molto vicina al presidente chavista Nicolas Maduro (con lei nella foto).
L'annuncio arriva in una situazione politica piuttosto tesa, con l'opposizione che sta cercando di organizzare - fra mille difficoltà poste proprio dal Cne - il "referendum revocatorio" contro Maduro, eletto nel 2013 e il cui mandato termina nel 2019. In un comunicato, la coalizione Tavolo per l'Unità Democratica (Mud), che è maggioranza in parlamento, ha dichiarato che il rinvio delle elezioni regionali rientra "nel quadro pericoloso di un regime che non rispetta la Costituzione" e che ha, di fatto, esautorato il parlamento dei suoi poteri.
La coalizione punta a raccogliere, dal 27 al 29 ottobre, quattro milioni di firme a favore del referendum, ultimo passo necessario per indire la consultazione. Tuttavia il Cne ha annunciato il mese scorso che il referendum, se si terrà, non verrà indetto prima della metà del primo trimestre del 2017. Cattiva notizia per l'opposizione che puntava invece a un consultazione da tenersi prima del prossimo 10 gennaio, perché un'eventuale vittoria del "sì" avrebbe comportato non solo l'uscita di scena di Maduro, ma anche elezioni anticipate, con l'auspicata alternanza al governo in un Paese in grave crisi economica. Dopo il 10 gennaio, invece, la vittoria del "sì" comporterà solo la sostituzione di Maduro con il suo vicepresidente, anche lui espressione del Partito socialista unito del Venezuela (Psuv), al potere dal 1999.

In sostanza, siccome il Psuv è sicuro delle sconfitte sia nel referendum sia nelle elezioni regionali (che diminuirebbero ulteriormente il potere chavista nel Paese federale (lo dicono i ruslttai elettorali di dicembre scorso e i sondaggi). Maduro col l'aiuto del Cne vuol far rinviare ogni consultazione elettorale per rimanere più a lungo possibile al potere in un Paese ormai al default economico da anni nonostante sia uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio.

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