Venezuela, referendum nel 2016, opposizione indice altra manifestazione

L'opposizione venezuelana ha lanciato un appello per una nuova manifestazione di massa il 12 ottobre per chiedere che il "referendum revocatorio" per destituire il presidente Nicolas Maduro venga realizzato prima della fine dell'anno, unica possibilità di ottenere delle elezioni anticipate. Lo ha reso noto Jesus Torrealba (nella foto a sinistra, con a fianco Maduro), portavoce della coalizione di opposizione "Tavola di unità democratica" (Mud), uno schieramento antichavista che va dalla sinistra socialdemocratica alla destra.

"Il referendum deve svolgersi quest'anno, non esiste alcuna ragione tecnica o giuridica perché ciò non debba accadere, è previsto dalla Costituzione ed è un nostro diritto: ogni tentativo di blocco provocherà una risposta per le strade", ha dichiarato Torrealba nel corso di un comizio tenuto a Caracas. La Costituzione venezuelana prevede infatti che se un referendum di richiamo venisse celebrato dopo il gennaio del 2017, in caso di successo provocherebbe un passaggio delle consegne fra Maduro e il suo vicepresidente, piuttosto che il ricorso a delle nuove elezioni come vorrebbe l'opposizione. Per questo motivo l'opposizione accusa la Commissione elettorale (Cne) non tanto di voler impedire il voto, quanto di ritardarlo il più possibile. Se i sondaggi indicano che il 64% della popolazione sarebbe favorevole alla bocciatura del presidente, il governo ha moltiplicato le iniziative legali presso la Corte costituzionale, i cui giudici sono quasi tutti di nomina chavista.


L'esecutivo ha depositato oltre 6mila ricorsi, in particolare per una presunta frode nella raccolta delle firme, e chiede la messa al bando della coalizione di opposizione in quanto partito; una tattica che secondo gli analisti mira solo a guadagnare tempo.

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