Venezuela cacciata dalla presidenza pro-tempore del Mercosur

Il Venezuela ha affermato che si rifiuta di riconoscere la decisione dei paesi fondatori del Mercosur (o Mercosul in portoghese), Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, di impedirgli di esercitare la presidenza temporanea del "Mercato comune sudamericano".
"Il Venezuela, nel pieno esercizio della presidenza pro tempore del Mercosur e in accordo con i trattati, respinge la dichiarazione" di questi paesi, annunciata poche ore prima: lo ha scritto sul suo profilo Twitter il ministro degli Affari esteri di Caracas Delcy Rodriguez (nella foto con).

Caracas è stata cacciata dalla presidenza (attualmente ricoperta da tutti e quattro i leader dei paesi fondatori) perché accusata di non rispettare alcune regole fondamentali per appartanere all'organismo economico latinoamericano, come il rispetto dei diritti umani e in generale quelle democratiche, che impediscono, per esempio, di poter celebrare il "Referendum revocatorio"  per destituire il presidente Nicolas Maduro chiesto dall'opposizione del Paese che ormai controlla due terzi del Parlamento e dell'opinione pubblica.

L'iltimo presidente del Mercosur è stato l'uruguayano Tabaré Vázquez (nella foto con Maduro), in carica fino al 26 luglio scorso. Prima di lui Horacio Cartes del Paraguay (altro Paese membro associato successivamente, come il Venezuela). Dal dicembre 2014 al luglio 2015 c'è stata invece l'ex presidente destituita del Brasile Dilma Rousseff, che aveva sostituito un'altra presidente ormai ex, l'argentina Cristina Fernandez de Kirchner. Maduro aveva guidato il Mercosur prima di Buenos Aires nel periodo 2013-2014, sostituendo l'ex presidente uruguayano José "Pepe" Mujica, che pochi mesi fa ha dato al leader venezuelano del "loco como un cabra". Insomma l'ormai "regime" di Maduro oltre che internamente è criticato anche nel mondo della sinistra sudamericana.

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