Venezuela, Maduro decreta stato d'emergenza. Inflazione al 700%

Dopo l'imposizione dello stato di emergenza, il crollo dell'economia, i blackout, la riduzione dell'orario di lavoro, la scarsità di beni di consumo e di materie prime per la produzione industriale che sopravvive, il Venezuela di Nicolas Maduro potrebbe essere a un passo dall'annunciato default e dalla rivolta popolare. Ecco i possibili scenari: cosa accade e cosa potrebbe accadere.

STATO DI EMERGENZA: venerdì 13 maggio Maduro ha annunciato lo stato di emergenza fino a luglio, rinnovabile. Il presidente non ha dato dettagli, ma ha spiegato che l'esercito farà esercitazioni su scala nazionale contro non specificati "interventi armati" che potrebbero essere fomentati con l'aiuto degli Stati Uniti. Maduro ha anche aggiunto che l'esercito metterà sotto sequestro le industrie che hanno interrotto la produzione per mancanza di materie prime. Come se la produzione venisse interrotta per motivi politici e non perché mancano i dollari per importare materie prime fondamentali.
SITUAZIONE ECONOMICA: le stime prevedono che l'inflazione raggiunga il record del 700%, la percentuale più alta al mondo quest'anno. Il Pil ha registrato un -5,7% nel 2015 e si contrarrà ulteriormente quest'anno. Beni di prima necessità e medicinali scarseggiano sempre di più. Una situazione che fa a pugni con l'evidenza delle ricchezze petrolifere del Paese. Ma con i prezzi del greggio a un terzo di due anni fa, le entrate crollano e i timori di default si fanno sempre più insistenti.

PROTESTE: manifestazioni pro e contro il governo si sono succedute in queste settimane, ma senza scontri di piazza. Si sono avute notizie di tafferugli per fare incetta di cibo o di malcontento per le interruzioni di elettricità. Per mantenere l'ordine pubblico, sempre più in forse, Maduro conta su esercito, polizia e i gruppi di motociclisti volontari che pattugliano le strade e hanno represso violentemente alcune proteste.

POPOLARITA' DI MADURO: soltanto un venezuelano su quattro sostiene il presidente, secondo un sondaggio di Datanalisis condotto a marzo. Il 70% vorrebbe un cambio dell'esecutivo. Il leader venezuelano, però, ha criticato duramente la decisione dell'opposizione, che controlla il Parlamento da dicembre, di organizzare un referendum per la sua destituzione. Maduro ha dichiarato che concluderà il suo mandato e resterà fino all'inizio del 2019.
SCENARI: gli Stati Uniti, che in passato hanno cercato di manipolare la politica dell'America latina, hanno evitato di commentare pubblicamente la situazione in Venezuela. Un funzionario dell'intelligence Usa ha, però, dichiarato che "si può sentire il ghiaccio che scricchiola". Lo stesso Maduro, seguendo la retorica anti-Usa creata dal suo predecessore Hugo Chavez, ha denunciato presunti complotti orchestrati da Washington contro di lui.
I possibili scenari messi in campo dagli analisti e dagli osservatori vanno dalla rivolta popolare, al colpo di stato militare o ancora, l'aumento dell'autoritarismo di Maduro per controllare il conflitto e restare al potere. Le prime due ipotesi possono essere anche conseguenziali. Maduro autoritario è meno probabile: il successore di Chavez (che i venezuelani oppositori chiamano "Maburro", in spagnolo "burro" significa asino) non ha lo stesso carisma e la capacità politica del fondatore del chavismo e ha fatto precipitare la situazione proprio a causa della sua incapacità politica e caratteriale. Non che le responsabilità siano solo sue; solo che Maduro è rimasto col cerino in mano in modo tale che Chavez potesse rimanere nella storia come il nuovo "libertador" del Venezuela oppresso dal capitalismo e l'imperialismo. "Revolucion bolivariana" fallita solo a causa della sua prematura scomparsa a causa di un male incurabile. In realtà il "socialismo del 21mo secolo" chavista era già fallito da tempo ma ha tenuto fino a quando il petrolio (nella foto a destra una serbatoio della produttrice Pdvsa nazionalizzata a suo tempo da Chavez) era 80-100 dollari al barile. Maduro è salito al potere col barile che è poi sceso persino a 30.

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