Venezuela, Parlamento accelera su referendum per destituire Maduro

Il Parlamento venezuelano, controllato dai partiti d'opposizione al governo chavista Psuv per la prima volta dopo 17 anni, ha approvato una legge per accelerare l'organizzazione di un referendum per la destituzione del presidente Nicolas MaduroIl testo, però, secondo gli esperti ha poche possibiltà di entrare in vigore. La legge, infatti, deve essere ancora promulgata dal capo di Stato e fissa un periodo di tre mesi, invece degli attuali sette, per organizzare e indire un referendum. Legalmente il "referendum revocatorio" si può organizzare soltanto dopo metà del mandato del capo di Stato, una data chiave che è stata "celebrata" martedì scorso dall'opposizione. Maduro è stato, infatti eletto il 14 aprile 2013 dopo un'elezione non riconosciuta dallo "sconfitto" Henrique Capriles, che invece aveva riconosciuto quella dell'anno prima contro Hugo Chavez, poi scomparso dopo pochi mesi dalla sua quarta rielezione a presidente del Paese sudamericano. Sapendo di avere poche possibilità di sopravvivere al cancro che lo colpì, Chavez indicò Maduro come suo "erede al trono" chavista. La crisi economica, politica e sociale del Paese era già forte ai tempi dell'ultimo Chavez che per rimanere nella storia preferì indicare il suo fedele ma mediocre delfino per lasciarlo col "cerino in mano". I detrattori di Maduro lo chiamano "Maburro", ("burro" in spagnolo significa "asino"). Sul web è diventato virale il video (a destra) in cui un imitatore di Chavez cerca di spiegare al "burro" come deve risolvere la crisi economica. Se Chavez avesse affidato il Venezuela a qualche "compagno" capace di risollevare le sorti di uno delle più grandi nazioni produttrici di petrolio al mondo, avrebbe corso il rischio di essere ricordato lui come unico responsabile del disastro economico. Maduro, infatti, di professione è conducente di autobus (nella foto d'apertura è al volante) e la carriera politica la deve al fatto di essere stato sindacalista.

Per organizzare la consultazione referendaria l'opposizione dovrà raccogliere quattro milioni di firme da presentare al Consiglio elettorale nazionale, considerato molto vicino a Maduro. Il Venezuela ha elezioni presidenziali distinte da quelle parlamentari, come avviene negli Stati Uniti, dove pure Barack Obama è alle prese con parlamento a maggioranza repubblicana. Anche il Brasile è una repubblica presidenziale ma le elezioni di parlamento e presidente avvengono nello stesso momento e questo garantisce più stabilità politica al governo vincente anche se a Brasilia, sul caso impeachment a Dilma Rousseff, si è assistito al tradimento di due partiti di governo.

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