Obama a Cuba, Castro non va in aeroporto. Disgelo Usa pure per Colombia

La "storica" visita del presidente americano Barack Obama a Cuba, come l'ha definita lui stesso, è iniziata sotto una pioggia tropicale e con un massiccio dispiegamento di forze di polizia. Obama, il primo presidente Usa a visitare l'isola dopo la rivoluzione del 1959 (e, comunque, l'ultima visita è data 1928) dopo aver incontrato lo staff dell'ambasciata americana a L'Avana da poco riaperta, ha visitato il centro della città vecchia, ma la pioggia battente ha rovinato la parte del tour dedicata all'incontro con i cubani. Oggi uno dei momenti più attesi, dopo 50 anni di tensioni, l'incontro con il presidente cubano Raul Castro con cui discuterà di commercio e riforme politiche. Castro non è andato ieri in aeroporto a ricevere Obama, delegando il suo ministro degli Esteri Bruno Rodriguez. Questa "anomalia", pur prevista dal protocollo, ha subito suscitato una reazione polemica da parte del candidato repubblicano alla successione di Obama, Donald Trump, che su Twitter ha scritto: "Wow, Obama è appena atterrato a Cuba, grande affare, e Castro non era neanche lì a salutarlo. Ha salutato il Papa e altri. Nessun rispetto". La Casa Bianca ha replicato che era, appunto, tutto previsto dal programma.
La famiglia presidenziale americana è scesa raggiante dall'Air Force One. Appena sceso dall'aereo Obama a ha dedicato un tweet ai cubani: "Que bola Cuba?" ("Come va Cuba?"), ha scritto sul suo account usando un'espressione tipica cubana che pure aveva usato nella telefonata col comico cubano Luis Silva, "Panfilo" in uno nota trasmissione tv cubana (video sotto). Obama ha aggiunto: "Sono appena atterrato, in attesa di incontrare e ascoltare direttamente i cubani". Due ore dopo l'atterraggio il presidente Usa ha incontrato lo staff diplomatico e ha dichiarato "E' meraviglioso essere qui", aggiungendo che il viaggio a Cuba è "una opportunità storica di impegnarsi con il popolo cubano" e per dare "una visione per un futuro più luminoso del nostro passato". Obama ha poi ricordato: "Il presidente Calvin Coolidge arrivò su una nave da guerra - ha dichiarato ricordando l'ultimo capo di stato Usa a toccare il suolo cubano - Gli ci vollero tre giorni. Io ho impiegato soltanto tre ore". Successivamente la first family Michelle Obama ha visitato il centro storico dell'Avana (nella foto d'apertura), la cattedrale, ma la parte del tour che prevedeva l'incontro con la gente comune è stata rovinata dal maltempo e in parte dalla massiccia presenza di polizia. Prima dell'arrivo del presidente americano nell'Isola si erano svolte proteste di piazza per chiedere la liberazione di alcuni prigionieri politici. La polizia ha arrestato decine di persone del noto gruppo dissidente delle "Damas de blanco" ("Donne in bianco"), che riunisce le mogli di ex prigionieri politici. Per i cubani, la gente comune, quindi, è stato difficile avvicinarsi agli Obama. Nei giorni scorsi Cuba aveva
 scarcerato quattro dissidenti autorizzandoli a partire per gli Stati Uniti: Niorvis Rivera, Aracelio Riviaux, Vladimir Morera Herrera e Jorge Ramirez "sono usciti dalle loro celle e sono stati trasferiti nella prigione 'Combinado del Este' dove sono state sbrigate le questioni burocratiche e sono partiti il giorno stesso per gli Stati Uniti", aveva rivelato il dissidente José Daniel Ferrer, segretario dell'Unione patriottica di Cuba (Unpacu) e figura fra i dissidenti che sono stati invitati a incontrare Obama domani a margine della visita ufficiale del presidente Usa. Ferrer ha precisato che queste scarcerazioni, realizzate con la mediazione della Chiesa, sono di fatto un "regalo a Obama". I quattro detenuti facevano parte del gruppo di 53 dissidenti liberati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015 su richiesta di Washington, poco dopo lo storico annuncio del disgelo con L'Avana. Erano stati di nuovo incarcerati nei mesi successivi per delle azioni illegali. La Commissione cubana dei diritti umani sostiene che a ad oggi sull'isola ci sarebbero ancora una sessantina di detenuti politici. Castro ha sempre replicato che l'unica parte dell'isola cubana dove si violano i diritti umani e nella base americana di Guantanamo, un'area militare mai restituita a Cuba che la reclama che gli Usa, dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 hanno trasformato in carcere e detengono ancora alcuni terroristi islamici.

Tornando alla visita Obana, ieri il primo importante incontro di Obama è stato quello con l'arcivescovo dell'Avana, Jaime Ortega che ha mediato i colloqui tra Stati Uniti e Cuba per il disgelo. Per oggi in programma, oltre al meeting storico con Raul Castro, in cui si parlerà anche di diritti umani (anche se da L'Avana il topic è stato smentito), Obama parlerà alla tv di Stato e parteciperà a un incontro di baseball.

Gli Usa approffitano della storica visita a Cuba per affiancare L'Avana impegnata nel difficile accordo di pace fra Colombia e Farc. Il segretario di Stato Usa, John Kerry, incontrerà oggi alle 15 ora di Cuba (le 20 in Italia), le due delegazioni colombiane, con l'obiettivo di accelerare il processo di pace sulla guerriglia che dura da più di 50 anni. Kerry discuterà per circa un'ora con i rappresentanti di Bogotà dei progressi dei negoziati che si tengono a L'Avana, secondo l'Alto commissario per la pace che ha diffuso un comunicato. Un'ora più tardi il segretario di Stato Usa vedrà i rappresentanti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia per lo stesso lasso di tempo. Kerry (nella foto a destra a L'Avana con l'historiador del centro storico Eusebio Leal) era già stato a Cuba nell'ambito degli incontri di ripristino delle relazioni diplomatiche Usa-Cuba.

 

Il turismo libero fra i due paesi è il primo settore che beneficia del disgelo: oltre ai voli diretti, con Obama è sbarcata a Cuba anche la catena alberghiera americana Starwood (Le Meridien, W, Westin, Le Sheraton). Lo ha annunciato la stessa società, che è la prima a siglare un accordo con Cuba dai tempi della rivoluzione del 1959. L'investimento da diversi milioni di dollari prevede l'apertura di due alberghi entro il 2016. Starwood ha anche firmato una lettera di intenti per un terzo hotel.

 

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