Presidente argentino Macri a Roma per udienza dal "freddo" Papa connazionale

Il presidente argentino Mauricio Macri, eletto lo scorso novembre, è giunto a Roma per un'udienza che gli concede domani in Vaticano, a partire dalle 9.30, il suo connazionale Papa Francesco, Juan Mario Bergoglio, con cui condivide anche la comune origine italiana.
Succeduto a Cristina Fernandez de Kirchner, Macri, imprenditore di tendenza liberale, ha sconfitto Daniel Scioli - un altro italoargentino di cui è pure amico personale - chiudendo così la lunga epoca del partito peronista al potere. Tanto Scioli quanto la Kirchner quanto il defunto marito di quest'ultima, l'ex presidente Nestor Kirchner, appartenevano a questa sfaccettata famiglia politica argentina che si richiama a Juan Domingo Peron con la quale anche Bergoglio da giovane simpatizzava. Francesco non ha, peraltro, partecipato alla cerimonia d'insediamento (la foto d'apertura ritrae un incontro quando Macri era ancora sindaco di Buenos Aires). Macri, di origine calabrese, è nipote di Giorgio, cofondatore del partito dell'"Uomo qualunque", e suo padre è un influente imprenditore italo-argentino.

Il presidente argentino è giunto ieri a Roma, dove risiede all'Hotel de Russie, con una ridotta delegazione di dieci persone. La Kirchner, che pure non aveva rapporti cordiali con l'allora arcivescovo di Buenos Aires, si è invece impegnata per una relazione calorosa con Bergoglio dopo l'elezione al pontificato, tanto da averlo visitato non solo, più volte, a Roma, ma anche ogni volta che il Pontefice argentino ha visitato un paese latino-americano (Brasile a luglio 2013, Ecuador, Bolivia e Paraguay a luglio 2015, Cuba a settembre scorso). A Macri il Papa non ha inviato un messaggio augurale di inizio mandato, ed egli non si è affrettato per incontrare il Papa. La prima conversazione telefonica tra i due è avvenuta solo il giorno del compleanno del Papa, il 17 dicembre. Lo stesso giorno, peraltro, Macri ha ricevuto i vertici della conferenza episcopale argentina alla Casa rosada. Sfumata l'ipotesi di un viaggio di Macri in Vaticano in occasione della sua partecipazione al recente di Davos, l'appuntamento è stato poi fissato per domani.
"L'intenzione del governo di Macri - ha scritto nei mesi scorsi il quotidiano argentino "La Nacion" - è di differenziarsi dalla presidente che lo ha preceduto e costruire una relazione di carattere più istituzionale e profondo". Rafforzando, nel contempo, il rapporto con i vescovi argentini nel paese. Come ha iniziato a fare presenziando - lo ha rilevato nelle scorse settimane il quotidiano vaticano "L'Osservatore romano" - ad una messa presieduta dal cardinale arcivescovo di Buenos Aires, Mario Aurelio Poli, durante la quale è stata confermata la notizia della canonizzazione del beato José Gabriel Del Rosario Brochero, meglio noto come "cura gaucho" o "cura Brochero", decisa dal Papa la scorsa settimana. "Il Brochero è l'esempio dell'Argentina che vogliamo", ha detto in quell'occasione Macri. Ha fatto poi discutere, nei giorni scorsi, il rosario fatto pervenire dal Papa a Milagro Sala, nota leader indigena in carcere dallo scorso dicembre con l'accusa di corruzione, considerata da alcuni una vittima politica. Macri, peraltro, nei giorni scorsi ha ricevuto Estela Carloto, leader delle nonne di donne e uomini "desaparecidos" durante la dittatura militare che da allora cercano i loro nipoti scomparsi nel nulla e non di rado affidati, dopo l'omicidio dei genitori, a coppie legate all'esercito (Abuelas de plaza de Mayo). Francesco ha ricevuto due volte la Carlotto, la quale ha nel frattempo ritrovato suo nipote.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=