Venezuela, Sabandy Di Fabio: "Giuseppe praticamente torturato!"

Regna la disperazione nelle case delle sette persone arrestate per aver protestato davanti all'Hotel Venetur dell'isola di Margarita, contro la squadra cubana di baseball. Fra questi c'è anche il politico d'opposizione Giuseppe Di Fabio, (26 anni) originario di Corvara (Pescara). Nel suo caso la preoccupazione arriva fino all'Abruzzo, dove vive la sorella Rosalia

Gli altri sei detenuti sono Julio Jimenez Ortega (25 anni), David Gerardo Corzo Ramos (32), Simon Rodríguez José Marcano (52), Nelson Enrique Hernandez Quijada (52), Carlos Carrera Joaquin Hernandez (27) e Jose Gonzalez Valero Jackson (34). Del caso scrive anche il giornale "Sol de Margarita". I sette, si legge, sono stati trasferiti il 5 febbraio nel carcere "Jose Antonio Anzoategui" di Barcelona (vicino Puerto la Cruz). Una volta finito il torneo di baseball sarebbero dovuto tornare tutti e sette a Margarita, secondo l'accordo che gli avvocati hanno preso col Procuratore della Repubblica che sta indagando sui fatti incriminati. Ma così non è stato e ora le famiglie sono tutte preoccupate. Hanno fatto appello anche a Carlos Mata Figueroa, governatore dello stato di Nueva Esparta (di cui fa parte Margarita), ma trattandosi di un compagno di partito (Psuv) del presidente Nicolas Maduro e persino generale militare ed ex ministro della Difesa venezuelano, c'è poco da sperare in un suo intervento risolutivo del caso, che è tutto politico. Alcuni familiari fra cui Sabandy Di Fabio, altra sorella di Giuseppe che vive a Margarita (nella foto del giornale è la donna in primo piano), non hanno più notizie dei propri cari dal 6 febbraio, quando riuscirono ad andare in carcere, senza colloqui, solo con un saluto a distanza verso quelle mani che uscivano dalle sbarre delle celle. "Stanno tutti insieme in un buco, senza ventilazione - racconta Sabandy - Gli aprono un getto d'acqua fra le 5 e le 6 del pomeriggio che gli allaga la cella fino alle caviglie, col rischio di rimanere fulminati perché ci sono fili elettrici penzolanti". Luis Tarbay - scrive il giornale venezuelano - avvocato e membro dell'organizzazione per i diritti umani "Nueva Esparta in motion", ha spiegato che le condizioni di detenzione possono costituire tortura secondo la legge venezuelana e ha chiesto al Procuratore della Repubblica "d'interessare del caso anche il Procuratore dei Diritti fondamentali (meno male che esiste pure questa figura in Venezuela, ndr) per una revisione urgente del caso, ma finora non sono state verificate le condizioni di detenzione. Il caso è stato pure segnalato all'Onu" e il legale afferma di temere, a questo punto, che si possa avere un processo equo. I parlamentari abruzzesi si sono finalmente attivati verso il ministro degli Esteri Emma Bonino: all'interrogazione di Antonio Razzi (Fi) in Senato di ieri è seguita quella alla Camera della deputata Maria Vittoria D'Incecco (Pd) che ha avuto rassicurazioni dell'interessamento dall'ambasciatore italiano a Caracas, Paolo Serpi, che ha risposto anche ai deputati Pd eletti all'estero Marco Fedi e Fabio Porta assicurando che l'Ambasciata "è in costante contatto con la famiglia del connazionale, nonché con il suo legale" e che la visita consolare in carcere "è stata già richiesta alle Autorità locali, da cui si è in attesa della necessaria autorizzazione". Serpi aggiunge nella missiva che "garantisce massima attenzione alle vicenda, seppur con la dovuta opportunità e prudenza dovute alla doppia cittadinanza del signor Di Fabio". Il momento non è favorevole per via della crisi di governo ma la Bonino si è, dunque, già attivata. "Le visite in carcere sono, per regolamento, mensili e il primo mese ancora finisce - aggiunge Rosalia Di Fabio da Castiglione a Casuaria (Pescara), dove vive, che conferma l'incontro fra la sorella e l'Ambasciata per gli adempimenti burocratici - Non sappiamo quindi nulla della situazione attuale anche perché neppure gli avvocati possono vedere i propri assistiti. Nemmeno dal Vaticano abbiamo finora avuto risposta nonostante la nostra manifestazione di domenica scorsa all'Angelus".

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