Venezuela, arrestato pure Lopez, leader nazionale del partito di Di Fabio

Leopoldo Lopez, leader del partito venezuelano Voluntad popular, accusato dal presidente Nicolas Maduro di aver fomentato le violenze nei cortei di protesta dei giorni scorsi, si è costituito pubblicamente, come da lui stesso annunciato, alla polizia. Voluntad popular è lo stesso partito di Giuseppe Di Fabio, il consigliere comunale di Margarita di origini abruzzesi pure arrestato.

Prima di costituirsi, Lopez ha tenuto un comizio a una manifestazione convocata in piazza Brion a Caracas. "Non ho nulla da nascondere - ha detto Lopez sul palco - Mi presento di fronte alla giustizia, che mi accusa ingiustamente e spero che la mia carcerazione possa svegliare il popolo". Lopez, ha detto Maduro, "deve rispondere del suo incitamento alla sedizione e alla violazione della Costituzione di fronte alla magistratura, di fronte ai tribunali, di fronte alle leggi della Repubblica". Questa azione più estrema da parte di Lopez ha, di fatto, creato una spaccatura politica anche all'interno del Mud, il gruppo unito dei diversi partiti d'opposizione che si oppone al Psuv di Maduro, fondato dal defunto presidente Hugo Chavez. Il Mud aveva espresso la doppia candidatura di Henrique Capriles alla presidenza del Venezuela, prima contro Chavez e poi, l'anno scorso, contro Maduro, a seguito della morte di Chavez, andato al potere nel Paese sin dal 1999. Capriles, infatti, si è dissociato da Lopez (i due sono insieme nella foto, durante la campagna elettorale presidenziale). Il candidato sconfitto di misura da Maduro nel 2013 (col 50,6%, risultato contestato) e che aveva perso di poco anche nel 2012 contro Chavez (54,4%), era, infatti, riuscito a riunire tutte le diverse anime dell'opposizione al chavismo, ottenendo risultati impensabili fino al primo duello contro il presidente più longevo della storia venezuelana, dalle vittorie quasi bulgare. Anche grazie alla riforma della Costituzione che limitava a due i mandati presidenziali consecutivi. Chavez (rieletto quattro volte) è stato anche il presidente che ha spaccato violentemente in due il Paese, gettandolo in una crisi economica senza precedenti, rispolverando ideologie pseudo-marxiste persino superate dagli stessi regimi comunisti di Cina e la stessa Cuba, stretta alleata del Venezuela. L'opposizione denuncia da tempo che dietro il chavismo ci sia la regia dei Castro di Cuba, paese molto presente in Venezuela con i propri insegnanti, medici e militari. Grazie a Cuba, il chavismo ha fatto anche cose buone, liberando il paese dall'analfetismo e dando assistenza medica gratuita nei "barrios" (quartieri poveri) dove non vuole entrare nessuno che non ci viva. Il chavismo si è alimentato anche del fatto che i poveri hanno cominciato a votare in massa per mantenere le (poche) conquiste sociali ma il consenso, negli anni, è appunto sceso sempre più. Ciò a causa del fatto che, forte dell'enorme produzione di petrolio che da sempre contraddistingue il Paese e dei tanti petro-dollari che entrano, il Psuv non ha mai riformato industrialmente il Paese che è rimasto fortemente legato all'importazione anche di prodotti di prima necessità, che oggi scarseggiano negli scaffali dei supermercati e costringono il popolo a file che ormai non esistono più nemmeno a Cuba. Se aggiungiamo che la produzione del petrolio, che è stato nazionalizzato, arretra anno dopo anno e che tutte le attività private sono allo stremo, sia per la difficoltà di poter importare materie prime sia per la crisi stessa, si può capire il quadro che porta alle continue manifestazioni di protesta della classe media che, in realtà, diventa sempre più povera a causa dell'inflazione reale, giunta al 56%. Basti pensare che il dollaro - e, di conseguenza, anche l'euro - al mercato parallelo è arrivato a essere cambiato 10 volte più del cambio ufficiale, dopo che fino al 2010 oscillava fra due e quattro volte in più, a seconda dei proclami "rivoluzionari" che faceva Chavez. Quest'ultimo, però, godeva di un carisma nazionale e internazionale senza precedenti (era un po' il Berlusconi di sinistra, per intenderci). Maduro non ha nemmeno quello.

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