Venezuela, argentino Macri chiede liberazione prigionieri politici

Alla sua prima partecipazione al Mercosur riunito ieri Asuncion, in Paraguay, il neo presidente dell'Argentina Mauricio Macri (terzo da sinistra nella foto d'apertura) ha chiesto la liberazione dei prigionieri politici in Venezuela, "colpevoli solo di pensarla diversamente" dal governo chavista di Nicolas Maduro, assente alla "Cumbre" dei paesi sudamericani che aderiscono al Mercato comune del continente. "Lotta alla povertà, democrazia, mai più governi militari e rispetto dei diritti umani" ha premesso Macri nel suo intervento. Pronta la replica venezuelana del ministro degli Esteri Delcy Rodriguez (prima a destra nella foto) da cui Maduro s'è fatto rappresentare alla riunione ben sapendo, in questa momento di sua massima impopolarità, che questo e la forte crisi economica del suo Paese sarebbero stati al centro del dibattito. Macri alla vigilia aveva preannunciato che avrebbe addirittura chiesto la sospensione del Venezuela dal Mercosur.

La Rodriguez è giunta in Paraguay ben preparata con tanto di fotografie che mostrano oppositori coperti in volto che nelle manifestazioni hanno usato persino i bazooka. Nessuna ingerenza nei fatti interni del Venezuela ha chiesto la ministra che poi ha stoccato il colpo finale al presidente argentino: "Comprendo perché Macri voglia liberare questi violenti perché durante la sua campagna elettorale ha annunciato di voler liberare anche i torturatori della passata dittatura argentina".

Persino la presidente della madri di "Plaza de Majo", Hefe de Bonafini, ha rivelato la Roriguez, è stata incriminata per aver manifestato contro Macri di fronte alla Casa Rosada in una sorta di protesta preventiva sul suo nuovo inquilino che ha sostituito l'amica Cristina Fernandez de Kirchner, molto solidale col movimento che da 40 anni manifesta ogni giovedì nella piazza per avere giustizia e verità dei figli desaparecidos durante la dittatura. "Diritti umani", quindi, "senza doppie misure" ha concluso la ministra venezuelana. Macri si riferiva alla liberazione non dei violenti, che se commettono reati devono andare in galera (come in galera devono stare i torturatori argentini), ma di chi sta dietro le sbarre per aver manifestato pacificamente, come il leader dell'opposizione Leopoldo Lopez, arrestato (e poi condannato) nel febbraio 2014. Insomma, impresa non facile - per via delle crisi economiche e politiche che passano da un paese sudamericano all'altro - quella di rilanciare il processo d'integrazione dei membri del Mercosur perché non tutti guardano all'Unione europea come modello economico (e politico) e che la stessa Ue, invece, spera per il libero scambio commerciale, senza dazi da una parte all'altra dell'Atlantico, come per i due mercati interni. I paesi membri effettivi del Mercosur sono Argentina, Brasile (Dilma Rousseff quarta da destra nella foto di gruppo), Paraguay (Horacio Cartes, quarto da sinistra) e Uruguay (Tabaré Vazquez, secondo da sinistra) e sono invece associati Bolivia (Evo Morales, terzo da destra), Cile (Michelle Bachelet, prima da sinistra), ColombiaEcuador, la neo entrata Guyana (Moses Veerasammy Nagamootoo, secondo da destraPerù e Venezuela.

 

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