Elezioni Venezuela: disfatta di Maduro: solo 68 seggi su 167

Nicolas-Maduro.Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha riconosciuto la sua sconfitta alla elezioni legislative e la prima disfatta in 16 anni del Partito socialista unificato del Venezuela. In un discorso televisivo, l'erede di Chavez si è rivolto alla popolazione. "Col nostro senso della morale, con la nostra etica, siamo venuti qui per riconoscere dei risultati avversi, per accettarli e per dire al Venezuela che la costituzione e la democrazia hanno trionfato" ha detto Maduro riconoscendo che l'opposizione ha guadagnato una netta maggioranza dei due terzi. "Con il voto abbiamo battuto democraticamente un governo che non è democratico": con queste parole ha commentato Jesus Torrealba, segretario del Tavolo dell'unità democratica (Mud).

La disfatta di Maduro   

Di fatto quella di Maduro e del partito socialista unificato è stata una vera e propria disfatta con l'opposizione che ha conquistato 99 seggi su 167. Nel dettaglio, alla Tavola per l'unità democratica sono andati appunto 99 seggi contro i 46 del partito socialista. Maduro ha perso, il fantasma di Chavez sembra allontanarsi, ma chi è che ha vinto in Venezuela? Il Mud, la forza politica che per la prima volta in 16 anni ha battuto i socialisti, in realtà è una coalizione molto disomogenea composta da circa una trentina di partiti che in comune avevano - e hanno - soltanto un obiettivo: sconfiggere il chavismo. La storia del Mud è recente. Per quanto esistente di fatto già dal 2006, la coalizione è stata creata ufficialmente nel 2009. Al suo interno formazioni politiche che vanno dalla sinistra moderata (fra cui anche partiti iscritti all'Internazionale socialista) all'estrema destra e una forte tensione tra moderati e radicali.

Leopoldo-Lopez-L'ala radicale del Mud è guidata da Leopoldo Lopez (nella foto a destra), condannato a settembre a 14 anni di carcere per incitazione alla violenza. Marito in carcere è la moglie italo-venezuelana Lilian Tintori a proseguire la battaglia politica. Gli altri due leader radicali sono il sindaco (destituito) di Caracas, Antonio Ledezma (in carcere per aver complottato contro il presidente) e l'ex deputato Maria Corina Machado, la cui candidatura è stata bloccata dal consiglio elettorale. L'ala moderata è guidata da Henrique Capriles, governatore dello Stato di Miranda, due volte candidato presidenziale già sconfitto di stretta misura da Maduro nel 2013.

Proprio il voto presidenziale del 2013 ha segnato una svolta politica importante per il Mud che sino ad allora aveva avuto una presenza minore nella vita politica del Paese. Complice la crisi economica mondiale, la caduta del prezzo del petrolio, il crescente malcontento popolare, il Mud ha visto crescere la sua popolarità mentre quella del presidente Maduro è in caduta libera. Resta da capire cosa farà ora questa composita e variegata coalizione. Come fa notare uno specialista di america Latina dell'Institut de relations internationales et stratégiques (Iris), Jean-Jacques Kourliandsky: "Ciò che unisce questa opposizione è il rifiuto del potere, aldilà di questo, poche cose li legano.... ora viene la prova del nove. Per il Mud sarà molto difficile gestire il fatto di essere maggioranza in parlamento nonché la coabitazione con il presidente".

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