Elezioni Venezuela, marito in carcere è la Tintori a guidare l'opposizione


Settantacinque prigionieri politici, nessun vero leader ma favorita per le elezioni politiche del prossimo 6 dicembre: l'opposizione venezuelana, complici il malcontento crescente e la repressione governativa, vanta secondo i sondaggi da 14 a 35 punti percentuali di vantaggio nelle intenzioni di voto. 
Se infatti la maggior parte del Venezuela continua a definirsi in qualche modo "chavista" (il fenomeno politico nato dall'ex presidente defunto Hugo Chavez), le pessime condizioni economiche - il cui effetto si fa sentire sempre di più anche nella vita quotidiana - hanno fatto precipitare la popolarità del presidente Nicolas Maduro (successore di Chavez) ai minimi storici (appena il 22%): in questo scenario, la Mud, Mesa de la unida democratica ("Tavolo per l'unità democratica, l'eterogenea coalizione dell'opposizione, ha incentrato la sua campagna elettorale sul semplice concetto di "cambiamento"Una tattica pagante dal momento che l'unico collante che tiene insieme la trentina di formazioni che integrano la coalizione è la volontà di sconfiggere il chavismo, al potere dal 1999. Le divisioni politiche e ideologiche fra i vari partiti sono infatti profonde. Inoltre, la condanna nel settembre scorso a 14 anni di carcere del leader dell'ala più radicale dell'opposizione, Leopoldo Lopez, ha incentivato il voto creando un sentimento di unità all'interno della Mud. Secondo gli analisti tuttavia la probabile vittoria dell'opposizione il prossimo 6 dicembre segnerà una fase politica di assai più difficile gestione rispetto alla campagna elettorale: la Mud si ritroverà con una maggioranza parlamentare eterogenea alle prese con una Presidenza ostile e in carica fino al 2019 salvo dimissioni. Una coabitazione che potrebbe mettere a nudo le divisioni interne della coalizione.

Con Lopez in carcere dal febbraio 2014 a condurre la campagna elettorale insieme a Henrique Capriles - leader del partito di centro-sinistra "Primero Justicia" (dentro la Mud) e e l'ultimo candidato alle elezioni presidenziali del 2012 contro Chavez (poi subito deceduto) e contro Maduro 2013 - c'è la signora Lopez, Lilian Tintori, battagliera italo-venezuelana (papà modenese) che va in giro pure per il mondo (pure dal Papa) a raccontare la violazione dei diritti democratici che stanno subendo gli oppositori al "regime" a cominciare da suo marito. La settimana scorsa la Tintori s'è vista uccidere sotto i suoi occhi su un palco politico, il candidato Luis Manuel Diaz

Nella foto d'apertura, la Tintori col ritratto del marito in carcere sulla maglietta è insieme a due militanti di Voluntad popular: a destra David Corzo e a sinistra Giuseppe Di fabio, pure lui italo-venezuelano di origini abruzzesi, arrestato l'anno scorso (insieme a Corzo) e poi liberato prima degli altri grazie anche alle pressioni giunte da Governo e Parlamento italiano.

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