Venezuela, magnate Mendoza accusato di cospirazione e tradimento

Il magnate del settore alimentare venezuelano Lorenzo Mendoza è stato accusato di alto tradimento per una presunta cospirazione su un ipotetico piano di salvataggio del Fmi per il Paese sudamericano messo in ginocchio dalla recessione (e non solo). Il numero uno dell'azienda Polar, la birra più famosa ed esportata del Paese, secondo uomo più ricco del Venezuela (dopo il re delle tv Gustavo Cisneros) per la rivista americana "Forbes"rischia fino a 30 anni di carcere se verrà dichiarato colpevole dei reati per cui è accusato tra cui anche cospirazione e "usurpazione delle funzioni dello stato".
La denuncia presentata da 101 parlamentari del Partito socialista del presidente Nicolas Maduro si basa su una conversazione telefonica intercettata e trasmessa in tv tra Mendoza (nella foto d'apertura) e l'economista ed ex ministro Ricardo Hausmann (che ora vive negli Stati Uniti, foto a destra), in cui quest'ultimo racconta all'imprenditore di aver avuto "una conversazione" con il Fondo monetario internazionale perché ritiene che il Venezuela abbia bisogno di aiuti internazionali per 40-50 milioni di dollari per uscire dalla crisi. Mendoza si dice d'accordo sottolineando che sarebbe "l'Abc di quello di cui abbiamo bisogno". Hausmann, ministro a Caracas nel 1992-1993, lo scorso luglio ha dichiarato che il Venezuela andrà in default nel 2016, dopo che il governo, con le casse vuote, ha cominciato a intaccare i propri risparmi nel Fmi e, quindi, costretto così alla "dollarizzazione" dell'economia.

Il Venezuela sta attraversando una durissima crisi economica a causa della caduta dei prezzi del petrolio e dell'inflazione galoppante. Per il Fmi il Pil venezuelano si contrarrà del 10% quest'anno. Inoltre a dicembre si rinnova il Parlamento e secondo i sondaggi per la prima volta dal 1999, quando Hugo Chavez salì al potere, il Psuv potrebbe perdere.

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