Tribunale Mantova: foto figli su Facebook solo col consenso dell'altro genitore

Attenti a pubblicare su Facebook le foto dei vostri figli. Un genitore non può pubblicare sulle reti sociali (social network) foto dei figli minorenni senza il consenso dell'altro genitore, e le foto che sono già in rete vanno immediatamente rimosse. Lo ha stabilito il Tribunale di Mantova con una sentenza del giudice Mauro Bernardi, riguardante il caso di due coniugi separati in cui il padre aveva richiesto la revisione dell'accordo sull'affido dei bambini e la loro residenza con la madre. Nel ricorso l'uomo ha sottolineato il fatto che la madre, a cui erano affidati i due figli (uno di tre anni e mezzo e un altro di un anno e mezzo) aveva deciso di pubblicare le loro foto sul web. Il padre si era opposto e, quando le ha viste ancora sui social network, è ricorso al giudice. Il Tribunale, infatti, ha ritenuto che l’inserimento delle foto dei figli minori sui social network nonostante l’opposizione di uno dei genitori integri violazione dell’articolo 10 del Codice civile, che vieta la pubblicazione di foto e immagini senza il consenso dell’avente diritto. Nonché degli articoli 4, 7, 8 e 145 del Decreto legislativo 196/2003, riguardante la tutela della riservatezza dei dati personali, nonché degli articoli 1 e 16, 1° comma, della Convenzione di New York sui Diritti del Fanciullo (del 1989, ratificata dall’Italia con la legge 176/1991) che entrerà in vigore l'anno prossimo.

"L'inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi - scrive il giudice - in quanto ciò determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini" non potendo, inoltre, trascurare il pericolo che qualcuno "con procedimenti di fotomontaggio", ne tragga "materiale pedopornografico da far circolare tra gli interessati". Nonostante questo il giudice non ha ritenuto di modificare l'accordo sui figli.

Non è una sentenza della Corte di Cassazione ma di un Tribunale, quindi di primo grado, ma è, comunque, una sentenza che si fonda sul diritto. Certo, nasce da genitori separati e in lite continua, perché mai verrebbe in mente a genitori che vanno d'accordo, anche se separati, di farsi causa per le foto pubblicate su Facebook. La rete mette in collegamento mondiale le famiglie e le foto dei figli pubblicate sui social network hanno spesso la funzione di far partecipare familiari e parenti che sono lontani ai momenti importanti di figli e nipotini. Per pubblicare le foto di minori sui media ci vuole sì il consenso di entrambi i genitori a meno che il minore non sia figlio di un personaggio pubblico che si sia fatto volutamente ritrarre in pubblico col figlio in un contesto positivo. Come nel caso della sindaca di Roma Virginia Raggi, che in una delle prime sedute del Consiglio comunale portò in aula l'anno scorso suo figlio Matteo Severini di sette anni e lo fece sedere sul suo scranno (nella foto d'apertura, pubblicata da vari giornali online). Alcuni giornali pubblicarono le foto col volto del piccolo coperto, altri no. La Raggi è, infatti, separata dal marito Andrea Severini, padre dell'unico figlio della coppia. Anche Severini padre è militante del Movimento 5 Stelle come la sindaca capitolina.

Nella foto a destra, la piccola Astrid Rebecca Spiezia Castillo con sua mamma Gisselle Castillo allo stadio del baseball a L'Avana (Cuba), foto pubblicata pochi mesi fa su Facebook in un contesto a 10mila chilometri di distanza dal padre in Italia, Pierluigi Spiezia, direttore del nostro giornale, ben felice di vedere la propria figlia allo stadio con la mamma, tifose della prestigiosa squadra dell'Industriales. (ha collaborato Giovanni D'Agata - Sportello dei Diritti)

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